Lunedì, 12 Novembre 2018
CRISI

Casse vuote, tagli nel bilancio anche agli stipendi di precari e regionali

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Colpite le buste paga dei dirigenti: meno straordinari e premi. Ipotesi di riduzione per le pensioni più alte. Il documento in giunta martedì

PALERMO. La bozza di bilancio che l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, porterà in giunta martedì prevederà tagli per un miliardo e mezzo rispetto alla spesa di quest’anno. E per la prima volta la manovra economica prevederà di ridurre anche i capitoli che finanziano le retribuzioni del settore pubblico: a cominciare da quelle dei 20 mila precari dei Comuni per proseguire a quelle dei dipendenti regionali fino ad arrivare alle pensioni.

SONDAGGIO: COSA TAGLIERESTI NEL BILANCIO REGIONALE?

Ecco la bozza di bilancio che sta prendendo forma in via Notarbartolo, frutto dei tagli imposti da Roma. I tecnici e l’assessore completeranno il lavoro lunedì e dunque restano aperte valutazioni su provvedimenti di grande peso, visto anche che Palazzo d’Orleans non conosce ancora la bozza. Tuttavia è già chiaro il filo conduttore della formulazione attuale del testo: ci saranno tagli compresi fra il 20 e il 25% in tutti i principali capitoli di spesa. Qualcosa Baccei ha già anticipato all’Ars: «Non sarà un bilancio che fa sorridere - rivela il presidente della commissione Bilancio, Nino Dina - e ci preparerà a sacrifici enormi. Un miliardo e mezzo di tagli non è facile da assorbire».

La scrittura del bilancio è resa ancora più complicata da un tecnicismo: poichè si andrà all’esercizio provvisorio, viene predisposta una bozza che serve solo ad agganciare la spesa dei primi tre mesi dell’anno. I provvedimenti legislativi che strutturano i tagli - riforme e riduzioni di contributi o finanziamenti - arriveranno poi con la Finanziaria a marzo. Ciò da un lato offre un vantaggio (Crocetta ha più tempo per provare a contrattare con Roma un futuro ammorbidimento dei tagli) ma dall’altro rende subito evidente la riduzione dei capitoli che verranno colpiti maggiormente. E fra questi c’è quello che finanzia i ventimila precari dei Comuni. Oggi vale circa 280 milioni ma potrebbe essere ridotto anche di 30/40 milioni.

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