Martedì, 13 Novembre 2018
SPAZIO

Viaggi verso Luna, Marte e Giove: i progetti americani ed europei. Da domani nuove destinazioni

Il via alle 13,05 (ora italiana) partirà da Cape Canaveral il vettore che porterà in orbita la nuovissima capsula Orion, progettata per missioni spaziali di lunga durata e costruita per la Nasa dalla compagnia aerospaziale statunitense Lockheed Martin

PALERMO. Se lassù nell'Universo qualche silenziosa Civiltà ci sta osservando, noterà un gran movimento nel formicaio del Pianeta Azzurro. E non un movimento qualsiasi visto che tutto accade in un settore cui quella civiltà aliena potrebbe essere molto interessata: l'esplorazione spaziale. C'è una nuovissima capsula pronta a partire dalla Florida per un test della NASA nel quadro del ritorno dell'uomo sulla Luna e, in prospettiva, per l'inaugurazione della linea Terra-Marte; c'è l'inizio della pianificazione per l'invio di una sonda europea verso i tre principali satelliti di Giove, Europa, Callisto e Ganimede; c'è, infine, il via definitivo all'Ente Spaziale Europeo perla costruzione di un nuovo lanciatore in due versioni: uno per i carichi pesanti e uno per quelli più leggeri; contestualmente c'è stato il «sì» al progetto per una missione europea su Marte.

La Capsula Orion. Domani alle 13,05 (ora italiana) partirà da Cape Canaveral il vettore che porterà in orbita la nuovissima capsula Orion, progettata per missioni spaziali di lunga durata e costruita per la Nasa dalla compagnia aerospaziale statunitense Lockheed Martin. La navicella viaggerà vuota quindi senza sistema di supporto vitale. Scopo del lancio inaugurale è testare l'affidabilità dello scudo termico, una struttura in titanio, fibra di carbonio e fibra di vetro che dovrebbe proteggere il veicolo spaziale dal rovente rientro in atmosfera durante il ritorno dalla Luna, da asteroidi vicini o dal Pianeta Rosso. Orion rimarrà nello spazio per poco più di quattro ore, il tempo di compiere due orbite attorno alla TerRa a una distanza record di 5800 chilometri, 15 volte la distanza che ci separa dalla ISS. Da questa altezza potrà rientrare in atmosfera raggiungendo una velocità di 30 mila chilometri orari e quasi 2200°C di temperatura: abbastanza per testare lo scudo termico (anche se meno dei 2760°C che sarebbero generati al rientro da una missione lunare). Per il primo volo con equipaggio - 4 posti, 6 per le missioni più brevi - occorrerà aspettare il 2021. Per raggiungere asteroidi di passaggio nel Sistema Solare si parla del 2025, e per un atterraggio su Marte si sogna la data del 2030.
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