Martedì, 25 Settembre 2018
IL CASO

Federalberghi, 100 milioni di pernottamenti abusivi in un anno

ROMA. «Stesso mercato, stesse regole. Non ci spaventa un mercato più competitivo ma chiediamo che tutti siano tenuti ad offrire le medesime garanzie, ai turisti, ai lavoratori, alla collettività». In occasione della giornata nazionale sulla legalità indetta da Confcommercio-Imprese per l'Italia, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, richiama l'attenzione sulla miriade di esercizi ricettivi e della ristorazione - abusivi e semi-abusivi - che continua a inquinare il mercato con un'offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza.    In Italia, gli esercizi ricettivi regolari ospitano ogni anno circa 103 milioni di turisti, tra italiani e stranieri, per 360 milioni di pernottamenti, e danno lavoro a più di 230mila lavoratori. «Non esistono cifre ufficiali che censiscano i flussi in strutture abusive e semiabusive - dice Bocca - ma possiamo stimare che il fenomeno valga almeno 100 milioni di pernottamenti all'anno e bruci la possibilità di creare 70 mila nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. Per questo motivo, insieme ai sindacati dei lavoratori, Federalberghi ha ufficialmente richiesto che tali attività siano soggette ad un efficace sistema di controlli».

 Bocca ricorda che l'autorizzazione ad accogliere turisti in contesti atipici era in origine motivata con l'esigenza di integrare il reddito di soggetti economicamente deboli, che dovrebbero poter svolgere le relative attività in via occasionale e comunque accessoria rispetto all'attività principale.  «Grazie alla sostanziale assenza di controlli - dice Bocca - il fenomeno è proliferato in modo indiscriminato, allontanandosi dall'originario principio ispiratore e dando luogo a fenomeni di concorrenza sleale».    «Il contrasto alla shadow economy - conclude Bocca - costituisce la nuova frontiera da presidiare. Chiediamo al Governo di dar seguito con urgenza agli ordini del giorno accolti in Senato nel luglio scorso, con i quali il Parlamento ha affermato la necessità di assicurare regole certe e controlli effettivi per la gestione della ricettività parallela».

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