Mercoledì, 26 Settembre 2018
DATI ISTAT-UNICEF

In Italia oltre il 10% dei ragazzi è obeso (e il 22% in sovrappeso)

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I bimbi italiani, rispetto ai coetanei europei, sono anche quelli che praticano meno sport in assoluto in tutte le fasce d'età

ROMA. Le loro merende sono fatte di snack grassi, le loro cene spesso di patatine e bibite gassate. Risultato: anche in l'Italia l'obesità è un'«epidemia» diffusa, in particolare tra i bambini. La quota di adulti italiani sovrappeso ha toccato quota 35,6% per cento nel 2012. Gli obesi sul territorio nazionale invece sono stati oltre 4 milioni 700mila, il 10,4%, più di uno su dieci; in Sicilia il 10,8%. L'Italia, però, occupa uno dei primi posti in Europa nell'indice dell'obesità infantile. Considerando i ragazzi di 13 anni, ad esempio, l'Italia è al quarto posto per numero di bambini in sovrappeso dopo Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna.

Gli ultimi dati del ministero della Salute indicano che il 22,2% dei bambini italiani è risultato in sovrappeso e il 10,6% obeso. Per quanto riguarda le regioni, il dato più allarmante è quello della Campania dove sovrappeso e obesità superano il 27 e il 21 per cento di casi tra i minori. Va meglio in Sicilia anche se resta la sesta regione italiana in cui il tasso di obesità è più diffuso tra i più piccoli, toccando il 13,4 per cento. I bimbi italiani, rispetto ai coetanei europei, sono anche quelli che praticano meno sport in assoluto in tutte le fasce d'età. Il risultato è che tra i 6 e 17 anni il 26,9% è in eccesso di peso, e tra gli 8-9 anni il 10,2% è in condizioni di obesità.

Di riflesso, i medici segnalano i tanti rischi che i chili in più da bambini possono comportare: maggiore rischio di malattie cardiovascolari, diabete, problemi ortopedici, disordini mentali, basso apprendimento a scuola e bassa autostima. Il fenomeno è più concentrato nelle regioni del Mezzogiorno e spesso è collegato con i bassi livelli di istruzione. Tra chi ha i genitori con un titolo di studio medio-alto, la quota di individui con chili in eccesso si ferma al 5 per cento. La percentuale triplica, arrivando a sfiorare il 16%, tra chi ha i genitori con al massimo la licenza elementare.

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