
PALERMO. Giocare a tutti i costi, contro la logica dei numeri e delle probabilità, contro se stessi e le famiglie, gli ultimi dati denunciano un successo travolgente del gioco d'azzardo in Italia, tra i primi Paesi al mondo per consumo di questo tipo: si è passati da un fatturato di 24,8 miliardi di euro nel 2004 agli 88,5 del 2012. Solo nel 2013 c'è stato un leggero calo del fatturato, che si è fermato a 84,7 miliardi, probabilmente a causa della crisi economica. E se si stimano in 17 milioni le persone che hanno giocato almeno una volta in un anno, sono 600-700 mila i giocatori ad alto rischio di ludopatia e 250-300 mila quelli già patologici.
In ogni angolo di tabaccheria, in ogni retrobottega di bar ci sono decine di anziani che grattano o davanti le macchinette, sale giochi ovunque e negli ultimi tempi in Sicilia anche mascherate da «cartolerie, fotocopie», entri e si gioca, si scommette. I dati siciliani hanno solo una verifica simbolica e si concentrano sull'Asp Palermo dove nel 2006 erano una decina le pratiche e oggi sono oltre seicento le cartelle aperte e intolate a gente che si può indicare come «malata conclamata».
Un piccolo particolare rispetto alla media nazionale della patologia, ne parla la psichiatra Francesca Picone, dirigente del Centro dipendenze senza sostanze dell'azienda sanitaria Asp Palermo e responsabile del servizio tossicodipendenze. «Intanto la relazione annuale al Parlamento, presentata pochi giorni fa, segnala che i giocatori patologici sono raddoppiati nel 2014 rispetto al 2013, un boom eclatante. E per i dati regionali, le seicento cartelle aperte a Palermo indicano che le richieste di trattamento sono raddoppiate perché c'è un sommerso che è insondabilmente aumentato».
In Sicilia il fronte del controllo ludopatie è avanzato e l'assessorato regionale alla Salute diretto da Lucia Borsellino presenterà martedì prossimo le linee-guida sul gioco d'azzardo patologico, titolo: «La Regione dà le regole del gioco», un workshop all'Albergo dei Poveri.
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Persone:
4 Commenti
vincenzoprestianni
16/11/2014 08:07
La DIPENDENZA in una regione AUTONOMA. Dove la parola AUTONOMIA farebbe pensare che COLORO che hamno governato , a far data della firma dello statuto, abbiano lavorato esclusivamente perche' ogni donna ed uomo siciliano fosse in grado di progettarre, programmare e creare delle attivita' lavorative AUTONOME quindi INDIPENDENTI. Attivita' che avrebbero potuto collocare la Sicilia, grazie anche alla posizione geografica, fra le prime regioni italiane ed europee. E invece aspettiamo GRIFA, DISNEYLAND ETC....per offrire alle giovani donne ed ai giovani uomini lavori temporanei e migrazione. Il fine e allettante meccanismo della DIPENDENZA, facile da instaurare perche' per certi versi fisoiologico ( meccanismo di ricompensa cerebrale), I processi e gli stimoli che provocano La Dipendenza ben notti a chi vuole gestire il potere e la volonta', lasciando sognare i cittadini incantandoli con facili guadagni e opportunita'lavorative artatamente organizzate per abnandonare nella incapacita' organizzativa chi si vuole soggiogare. IL CERVELLO tende a semplificare e a velocizzare le azioni mentali e meccaniche al fine di raggiungere il piacere con la minor fatica e il minimo lavoro. ATTENZIONE!!! Pace e Buona fortuna alle giovani donne, alle madri, ai giovani uomini e padri.
antonio
16/11/2014 09:25
Se capitassero a tutti i politici di avere un figlio dipendente,sicuramente farebbero una legge adatta nel far chiudere e revocare la licenza a tutti i concessionari di video poker.Così si combatte la ludo patia e non con ipocrisia cercando di fare incontri per curare tale dipendenza.
Dario Darek
16/11/2014 09:37
Ed oltre al videopoker, in Tv continuano gli spot di giochi facili, gratta e vinci, etc... un sottobosco di vizi legalizzati e pericolosi.
antonio
16/11/2014 10:18
La vera prevenzione è quella di fare una legge per far chiudere per sempre botteghini e sale di slot machine.Creando lavoro .fare una legge anticorruzione e una giustizia giusta.