"Confusi e felici", al cinema risate e psicanalisi con Claudio Bisio

«L'idea di questo film - spiega Massimiliano Bruno - mi è venuta perchè so di tante persone che hanno problemi di questo tipo e ricorrono allo psicanalista»

ROMA. A ridere si ride, specie alle battute di Marco Giallini in 'Confusi e Felici', nuovo film di Massimiliano Bruno con Claudio Bisio, Anna Foglietta, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Pietro Sermonti. Una commedia, con risvolti sentimentali, prodotta dai Lucisano con Rai Cinema distribuita da giovedì con 01 in 450 copie. Al centro di tutto la crisi esistenziale, e non solo, di Marcello (Claudio Bisio), psicanalista distratto e cialtrone, che un giorno decide di chiudersi in casa e mollare tutto. Questo gesto non viene accolto troppo bene nè da Silvia (Anna Foglietta), segretaria di Marcello, nè da tutta l'armata Brancaleone dei suoi pazienti che, saputa la notizia, paurosi di restare senza il sostegno del loro terapeuta di fiducia decidono di sostenerlo in qualche modo. L'idea in se è bella se non fosse che, ad aiutare Silvia, si ritrovano uno spacciatore affetto da attacchi di panico, Nazareno (Marco Giallini); un quarantenne mammone cronico, Pasquale (Massimiliano Bruno); una ninfomane, Vitaliana (Paola Minaccioni); una coppia in crisi sessuale, Enrico (Pietro Sermonti), sempre alla prese con il suo tablet, e Betta (Caterina Guzzanti) che vorrebbe tanto tornare a fare l'amore con lui. A chiudere la squadra Michelangelo (Rocco Papaleo), sanguigno telecronista di calcio in crisi per il tradimento della moglie che ha preferito a lui un tedesco, cosa che provoca nel giornalista uno smisurato razzismo verso i tedeschi.

«L'idea di questo film - spiega Massimiliano Bruno al suo terzo film dopo Nessuno mi può giudicare (2011) e Viva l'Italia (2012) - mi è venuta perchè so di tante persone che hanno problemi di questo tipo e ricorrono allo psicanalista. Anche io da 15 anni sono in terapia. Lì si incontrano persone di tutti i tipi a cui mi sono ispirato. Per quanto riguarda il mio personaggio - conclude - faccio il mammone, una figura che in Italia è molto presente».

Dice invece Bisio: «mai avuto a che fare con gli analisti anche se questo mestiere, dopo un pò che lo fai, ti aiuta a capire te stesso come se andassi in analisi». Per Marco Giallini puro divertimento quello di fare «questo banditello, carino e tenero che è Nazareno. Analista? Non ho mai pensato di andarci, sarebbero soldi buttati io uso altri metodi. In caso vado in moto e a pesca».

I rigori della vita difficili da battere sono stati per Bisio «quando ho rinunciato di diventare capo di un'agenzia di viaggi a Parigi per continuare a fare teatro»; mentre, per Giallini, «il giorno che ho deciso di cambiare il mio cervello e la mia vita rinunciando a una situazione particolare e accettando i consigli dell'allora mia fidanzata, diventata poi mia moglie, che mi sosteneva in questo mio lavoro». Tra le battute imperdibili del film: quella di Giallini a Bisio che per farlo distrarre dice: «C'è mai stato a Maccarese? È da paura». E, ancora, quella del gruppo di pazienti in libreria divisi se comprare in regalo a Bisio, un audio libro su 'Le metamorfosi' di Kafka lette da Francesco Totti o 'Guerra e
pace' letta da Antonio Cassano.

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