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FORMULA UNO

Schumacher, il medico che lo ha curato: "Lunga la convalescenza"

Jean-Francois Payen, dottore all'ospedale di Grenoble, ha spiegato: "La sua ripresa potrebbe durare anche tre anni"

GRENOBLE. Il medico francese Jean-Francois Payen, uno dei dottori che ha curato Michael Schumacher per circa 6 mesi all'ospedale di Grenoble dopo l'incidente con gli sci patito dal campione tedesco nel dicembre 2013, ha spiegato che l'ex campione di Formula 1 non è più in coma prevedendone un possibile recupero in tre anni. Payen ha visitato la famiglia Schuamcher in Svizzera per monitorare i progressi fatti dal suo paziente. "La vita dopo un infortunio alla testa e caratterizzata da diversi step", ha detto ad Rtl prevedendo una convalescenza fra uno e tre anni per l'ex pilota. "Abbiamo speranza ma dobbiamo dargli tempo".

Michael Schumacher, vittima di un grave incidente sciistico, intanto si «sta svegliando molto lentamente». Lo ha detto alla radio francese Europe 1 il giornalista di Formula 1, Jean-Louis Moncet, riferendo di avere incontrato il figlio di recente.  «Ho visto suo figlio Mick recentemente». Schumacher «si sveglia molto lentamente, molto lentamente», ha riferito il cronista, sottolineando che il problema dell'incidente «non è stato lo shock, ma la stecca della (piccola telecamera, ndr.) Go-Pro che aveva sul casco che ha colpito il cervello». Uscito dal coma a inizio giugno, l'ex pilota tedesco è stato portato dall'ospedale di Grenoble a quello di Losanna, il 16 giugno, prima del trasferimento nella sua casa di Gland, in Svizzera.  Assistito dai cari, e da un'equipe di 15 persone (medici, infermieri, terapeuti), Schumacher prosegue la convalescenza in una stanza equipaggiata di attrezzature mediche appositamente concepita per lui. «Molto lentamente, si sta svegliando. È a casa sua e ha tutto il tempo, direi che ha tutta la vita davanti a lui per rimettersi in sesto», ha concluso Jean-Louis Moncet.

Intanto Michael Schumacher «sta lottando e fa progressi», tanto che «presto potrà tornare ad una vita più normale». Le parole di Jean Todt, che ha visitato l'ex pilota di F1 nella settimana precedente il Gp del Giappone, riaccendono la speranza sulle condizioni del sette volte campione iridato. E gettano il primo raggio di luce da quel 29 dicembre 2013, giorno del tragico incidente con gli sci sulle montagne di Meribel, nell'Alta Savoia francese, in cui ha riportato gravi lesioni battendo il capo su una roccia.

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