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L'INTERVISTA

Ebola, l’infettivologo: «La Sicilia non rischia più delle altre zone, ha medici eccellenti»

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Il presidente della Società malattie infettive, che aveva sollevato il pericolo migranti, ora rassicura: «Non c’è alcun motivo d’allarme»

PALERMO. La Sicilia non ha una sola probabilità in più di importare Ebola rispetto a qualsiasi altro luogo in Italia, malgrado le ondate di sbarchi di immigrati. Piuttosto, il sistema sanitario regionale levi mano al «processo di ridimensionamento e smantellamento delle eccellenti strutture della rete infettivologica siciliana. Si tratta di reparti d’avanguardia».

A parlare è uno dei maggiori esperti in Italia, Massimo Andreoni, che precisa alcune affermazioni sulla peculiare vulnerabilità dell’Isola al virus che ha già mietuto 4 mila morti in Africa, facendo registrare i primi contagi anche in Occidente. Affermazioni di fonte Simit, la Società italiana malattie infettive e tropicali che Andreoni presiede, nella veste di professore ordinario al Policlinico dell’Università romana di Tor Vergata.

Professore, in Sicilia si alzano gli argini d’allerta e nel mondo politico si levano gli scudi per scongiurare allarmismi su Ebola. Come la vede?

«Quelle dichiarazioni sono state erroneamente attribuite da alcuni media personalmente a me, ma non intendono diffondere allarme. Siamo chiari: non solo in Sicilia, ma nell’intero Paese, la possibilità che arrivi Ebola è remota. E la Sicilia non è più esposta delle altre regioni».

Ma l’Isola è punto d’approdo di centinaia di carrette del mare.

«Lincubazione è velocissima, al massimo 21 giorni, ma perché il male sia conclamato la media è 8-9 giorni. Un lasso di tempo che, pure ammettendo che un migrante sia malato pur stando ancora apparentemente bene e si sia messo in viaggio dai tre Paesi colpiti, manifesterebbe il male prima di raggiungere la costa nordafricana. Il fatto che il virus si trasmetta per contatto e da persone che stanno già male, unito alla mancanza di collegamenti aerei diretti, è un alleato contro il contagio. Insomma, non è né la peste nera e nemmeno l’Aids, che si contagia anch’esso per contatto, soprattutto sessuale, ma pure da portatori sani o ammalati senza sintomi».

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