AGRICOLTURA, Sicilia, Sicilia, Opinioni
ROSA GIOVANNA CASTAGNA

«Agricoltura, Sicilia penalizzata dalla ripartizione dei fondi Ue»

Per la presidente della Cia: «Non bisogna più procedere con interventi tampone ma con una strategia che punti sulla qualità»

«Basta con la politica di palazzo: bisogna riportare l'agricoltura al centro dell'agenda politica, nella speranza che non si proceda solo con interventi tampone, ma che vengano gettate le basi per uno sviluppo reale a favore dell'imprenditoria agricola». Ecco l'obiettivo a breve termine di Rosa Giovanna Castagna, presidente della Cia Sicilia, Confederazione italiana agricoltori. Eletta a febbraio, Castagna mira a creare aziende di giovani imprenditori competitive e capaci di produrre reddito.

Presidente, la tensione a livello politico è altissima. Il governo appare fortemente compromesso, tra rimpasti, dimissioni e mozioni di censura. L'opposizione è sul piede di guerra, mentre i consumi delle famiglie risalgono solo lentamente e le aziende agricole siciliane muoiono.

«La politica siciliana è stata incapace di intraprendere quella strada di cambiamento che si era proposta, che aveva promesso e per la quale aveva ottenuto fiducia. Passiamo da un rimpasto a un cambio della guardia con in mezzo vuoti di politica vera, ma con spazi pieni di politica di palazzo e tutto ciò non giova affatto alla Sicilia, all'economia e meno che mai al settore agricolo, l'unico, ancora, in grado di restare in piedi nonostante il bilancio negativo. Abbiamo attraversato l'intera fase decisiva di programmazione dei fondi europei della Pac, la Politica agricola comunitaria 2014/2020 con una crisi di governo regionale che ci ha notevolmente penalizzati, nonostante gli sforzi individuali che ogni attore del dibattito ha provato a sostenere. In sede di conferenza Stato-Regioni, la contrattazione per i fondi europei destinati alla Sicilia è stata penalizzata, perché nella distribuzione delle risorse sono state privilegiate le regioni del Nord, che, bisogna ammettere, si sono presentate compatte».

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