Martedì, 17 Luglio 2018
MAGISTRATI

Anm contraddice Matteo Renzi: "Dal premier affermazioni non vere"

"Non abbiamo mai dichiarato che l'introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240.000 euro annuali sia un attentato alla libertà o all'indipendenza" replica l'associazione

ROMA. E' scontro aperto fra Renzi e le toghe. A contrattaccare è l'Anm dopo le dichiarazioni del premier a "Che tempo che fa". L'Associazione nazionale magistrati rispedisce al mittente le affermazioni del presidente del Consiglio, parole che "non corrispondono alla realtà dei fatti" sia sull'Associazione, sia sul funzionamento degli uffici giudiziari.

E alle quali l'Anm ribatte chiedendo "rispetto". Ad accendere nuovamente la miccia, dopo settimane già molto tese, le risposte del premier a Fabio Fazio in un'intervista in cui la parte del leone l'hanno fatta i temi del lavoro e l'art. 18, ma che ha riservato passaggi anche alla giustizia. Renzi è così tornato sui compensi troppo alti e sul tetto alle retribuzioni, e sul nodo delle ferie dei magistrati.

Se abbassiamo i compensi più alti rapportandoli ai 240 mila euro del primo presidente di Cassazione, e se riduciamo i giorni di ferie, si può dire che questo sia un attentato all'autonomia dei magistrati?, ha detto in sostanza il premier. Ma proprio questo termine, attentato, ha innescato la reazione. L'Anm - ribatte oggi l'associazione guidata da Rodolfo Sabelli - "non ha mai dichiarato che l'introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni sia un attentato alla libertà o all'indipendenza della magistratura".

Chi dice il contrario, lo dimostri, pungola il 'sindacato' delle toghe. Stessa posizione sulle ferie: mai dichiarato che la riduzione della sospensione feriale e delle ferie, introdotta dal decreto sul civile, "sia un attentato ai magistrati". L'Anm torna a ricordare che gli uffici giudiziari "non chiudono mai": sospensione e ferie sono cose diverse.

Il primo è il periodo in cui i tribunali operano solo sulle urgenze, per "assicurare il concreto esercizio del diritto di difesa" e per "evitare il decorso dei termini processuali nei processi ordinari" mentre i cittadini sono tradizionalmente in vacanza. Quanto alle ferie di giudici e pm, "i magistrati sono comunque tenuti al deposito dei provvedimenti, non essendo prevista alcuna sospensione dei relativi termini.

Dunque, il numero dei provvedimenti emessi è indipendente dalle ferie godute, la cui riduzione non potrà determinare alcun incremento di produttività". "La magistratura- è il passaggio conclusivo, ma anche il passaggi chiave dell'intervento dell'Anm - ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti".

© Riproduzione riservata

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