Domenica, 23 Settembre 2018

Immigrati sepolti a Serradifalco, donate le lapidi

SERRADIFALCO. «Qui per aver osato sperare». «Morti inseguendo un sogno». «Il prezzo pagato nella ricerca di un futuro migliore nel Mare Mediterraneo». Sono le tre frasi che saranno apposte nelle cornici che uniranno idealmente fra loro le otto lapidi donate ieri dalla titolare di una ditta privata per chiudere le altrettante nicchie del cimitero comunale dove circa un anno fa sono stati seppelliti otto dei poco meno di quattrocento migranti morti durante un naufragio al largo di Lampedusa, mentre tentavano di raggiungere l’isola. La ditta serradifalchese «Gabbiano», di Salvatrice Cantella, l’aveva promesso mesi dopo la sepoltura, avvenuta nel corso di una cerimonia pubblica. Il Comune, da parte sua, già allora, aveva garantito avrebbe curato a proprie spese la sistemazione delle pietre sepolcrali nelle tombe. Che, come chiesto nell’ottobre dello scorso anno dalla Prefettura di Agrigento, saranno contraddistinte solo dai numeri e non con i nomi di chi vi si trova sepolto. Le lastre nelle nicchie saranno poste nei prossimi giorni. Intanto, il sindaco Giuseppe Maria Dacquì esprime il suo plauso «per il lodevole gesto della ”ditta Gabbiano”. Che, nel donare le lapidi, ha mostrando sensibilità verso una tragedia che, ancora oggi, alla luce di quanto continua ad accadere, è tragicamente viva e attuale». La tumulazione nel camposanto di contrada Santa Lucia degli otto cadaveri avvenne il 17 ottobre dello scorso anno, durante una cerimonia pubblica presenziata dal sindaco Dacquì, cui prese parte, oltre alle autorità civili e religiose, molta gente comune. S.B.

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