Domenica, 18 Novembre 2018

Niscemi, quartiere senza acqua da giorni:
scatta la denuncia

NISCEMI. Niscemi, città sempre più assetata. Nel quartiere Purgatorio l’acqua arriva con turni di erogazione che superano anche gli otto giorni. In questo modo tante famiglie rimangono con i rubinetti a secco. Ne sa qualcosa il «cittadino qualunque» Giuseppe Maida, che abita proprio in quel quartiere, il quale non potendo sopportare più una situazione che si va facendo cronica, ha presentato un esposto scritto ai carabinieri della locale stazione, chiedendo che si faccia piena luce sulla mancanza di acqua che asseta il terzo centro più popoloso della provincia nissena.
«Non si può più sopportare - scrive Maida nel suo esposto-denuncia - un ritardo di oltre otto giorni dall’ultimo turno di erogazione, avendo in famiglia tre bambini e mio padre ultraottuagenario. A quale santo dobbiamo rivolgerci o a quale politico dobbiamo sottometterci per ottenere un diritto riconosciuto da tutte le normative regionali, nazionali e anche europee? Chiedo all’autorità giudiziaria che vengano accertati i reati connessi con questo disagio che perdura da oltre 7 anni. Chiedo anche - prosegue l’esposto del cittadino qualunque - che venga fatta luce in merito alla mancata attivazione del ”fungo pensile”, che causa a tutti i residenti nei quartieri alti della città ingenti oneri sulla bolletta per il ricorso a motorini elettrici per sollevare l’acqua ai piani superiori delle abitazioni. Queste inadempienze sono in netto contrasto con i contratti stipulati tra la società Caltaqua, l’impresa che gestisce il servizio idrico, e il Comune».
Il «cittadino qualunque», autore nei mesi scorsi di diverse quanto clamorose iniziative di proteste per i disservizi che la città subisce a causa della penuria di acqua, fa notare che a Niscemi il costo del prezioso liquido lievita paurosamente, se si considera - a parte la bolletta salata emessa da Caltaqua - che molti utenti sono costretti all’uso di elettropompe per sollevare l’acqua fino ai serbatoi delle proprie case e all’uso diffuso di acqua minerale, il cui costo va continuamente aumentando. «Come mai - si chiede Maida - il Comune non si è ancora attivato a chiedere a Caltaqua un indennizzo di un milione di euro per i danni subiti dalla comunità niscemese, così come ho suggerito di recente al consiglio e alla giunta comunale?». Non è stato possibile ieri contattare il sindaco e la società Caltaqua per una replica.

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