Lunedì, 19 Novembre 2018

Parco fotovoltaico a Gela, le ruspe tornano in azione

GELA. Il progetto «Ciliegino» per la realizzazione di un mega parco agro-fotovoltaico presentato da Agroverde va avanti.
Entro fine mese le ruspe torneranno nelle contrade Tenuta Bruca, Cappellania e Sant’Antonio, espropriate e sbancate, dopo un anno di polemiche, per completare i lavori di 200 milioni di euro per la realizzazione delle serre alimentate da pannelli fotovoltaici. Ad annunciarlo è il sindaco Angelo Fasulo che assicura l’avvio dei lavori nel rispetto della scadenza concordata con i vertici della cooperativa Agroverde, presieduta da Stefano Italiano. Sulla regolarità del progetto, in verità, era intervenuto Luigi Mistretta, incaricato del gruppo di investitori estromessi da Agroverde e titolari della polizza fideiussoria consegnata alla pubblica amministrazione dopo l’uscita di scena della società Radiomarelli.
Polemiche erano arrivate anche dagli esponenti del consiglio comunale, indignati per le omissioni sull’iter procedurale del progetto e, soprattutto, dai proprietari delle aree espropriate. Quest’ultimi, involontariamente, rivolgendosi al pool di avvocati composto da Saverio Girgenti, Angelo Cascino e Guglielmo Piazza, hanno riscontrato troppe irregolarità. Da un solo proprietario terriero delle contrade espropriate, in mano dei legali ci sono i proprietari di 60 dei 230 ettari espropriati. Complessivamente sono 343 i legittimi proprietari che dal 15 maggio scorso, secondo quanto deliberato dal consiglio comunale monotematico, avrebbero dovuto ottenere il rimborso delle aree espropriate pena la revoca della concessione stessa.
«Se dovessero tornare le ruspe saremo pronti a bloccare i lavori – spiega Guglielmo Piazza – e chiedere un provvedimento d’urgenza indispensabile a fare chiarezza. Abbiamo avuto dal Tar l’intero fascicolo che descrive il progetto Agroverde, dove non è utopistico ipotizzare che lo stesso non sia ancora competitivo da un punto di vista economico. Messa da parte la valutazione personale – precisa l’avvocato – sappiamo con certezza che non sono state ancora pagate le aree espropriate. Alcuni proprietari hanno ricevuto delle somme che non tengono conto di un preciso calcolo. Bisogna comprendere si hanno voluto pagare le indennità di occupazione e chiarire, una volta per tutte, se i conteggi sono stati fatti per occupazione temporanea o d’urgenza. Abbiamo riscontrato una procedura viziata. Le occupazioni effettuate sono al di fuori di ogni principio di legalità. Hanno probabilmente ignorato le procedure, usando criteri illogici».
Sulla vicenda, tramite il pool di legali, ha voluto accendere i riflettori anche la Cisl con lo sportello Adiconsum, retto dal presidente regionale Enzo Rumeo e da Giuseppe Impaglione, segretario territoriale. Secondo gli stessi avvocati non sarebbe stato rivelato il nome del nuovo gruppo di investitori, intenzionati a prendere in mano il progetto milionario. Il primo cittadino è intervenuto, comunque, con parole di ottimismo, assicurando la ripresa delle attività e il rispetto delle scadenze concordate.

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