Mercoledì, 26 Settembre 2018

Riggio: «Nessun aereo italiano in volo nelle zone a rischio»

Il presidente dell’Enac: «I nostri velivoli sono a quota zero incidenti mortali su dodici milioni di voli. È un vero record»
Sicilia, Editoriali

Massima sicurezza per i voli italiani, mezzi e personale sono all’avanguardia, e le statistiche premiano i supercontrolli che vanno oltre il previsto dalle norme: gli aerei italiani sono a quota zero incidenti mortali su dodici milioni di voli. È un record e all’Enac incrociano le dita «e pregano la Madonna per il futuro». «C’è il dolore per la perdita di vite umane e per la tragedia dei disastri, tre nell’ultima settimana - ricorda il presidente dell’Ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio - ma non c’è alcun motivo di aver paura per la sicurezza: l'aereo della Malaysia Airlines è stato abbattuto in una zona di guerra, in una azione militare o paramilitare, si vedrà chi è il responsabile. Ricordiamo agli utenti che nessun aereo italiano passa in quelle zone dove c’è tensione militare, le rotte italiane sorvolano la Russia dove non c’è alcun focolaio in corso».

MA È RECENTISSIMO L’INTERVENTO DEL DIPARTIMENTO DI STATO AMERICANO CHE CONSIGLIA DI EVITARE IL SORVOLO DI ISRAELE.
«In quel caso c’è stata una sospensione temporanea dei voli dovuta al fatto che un missile ha penetrato la barriera di Israele e quindi per 24 ore non è stato possibile il sorvolo, e subito dopo il traffico aereo si è regolarizzato e le stesse assicurazioni ratificano che l’aeroporto Ben Gurion è fuori zona rispetto agli eventi militari. Caso diverso è quello dell’aereo che si trova a volare dentro un tifone o un monsone, come è avvenuto all’Atr72 della TransAsia Airlines durante l’atterraggio a Magong, un monsone o un errore umano che mi auguro venga individuato. Ai nostri aerei non si consente il volo quando hanno 24 nodi di traverso, circa 50 chilometri, figuriamoci un monsone che arriva a ottocento nodi. In ogni caso le zone monsoniche non riguardano i nostri voli».

NON C’È UNA EPIDEMIA DI DISASTRI?
«Ci sono situazioni diverse che in un mondo così vasto, dove volano oltre tre miliardi di passeggeri non ci allarmano da un punto di vista statistico, c’è il dramma della morte per incidente aereo, ma la sicurezza aerea è stata ai massimi nel 2013: l’anno più sicuro di sempre, in tutta l’area occidentale un indice di 0,2 incidenti mortali per ogni milione di voli. In Italia come detto l’indice è zero, sono dati che nessuna emozione può scalfire... da dieci anni non muore nessuno, l’ultimo incidente Linate 2001».

UN MOTIVO PER RAFFORZARE I CONTROLLI?
«Stare a zero significa che devi moltiplicare l’attenzione, è un buon risultato che va tenuto costantemente fermo, molta più attenzione, va anche detto che i nostri equipaggi hanno un indice di sicurezza fra i più alti al mondo. Certo, se si va in Africa, in un piccolo aeroporto è meglio stare attenti, l’Africa registra sette incidenti mortali per ogni milione di voli».

PARTIRE CON CHI È LA PRIMA DOMANDA?
«Sapere con chi si viaggia, perché non sono tutti uguali e la compagnia va scelta. Sul sito Enac c’è l’elenco, la lista nera delle compagnie bandite dall’Unione europea che purtroppo in genere sono africane. Le europee, americane, canadesi, australiane, arabe fra le prime al mondo».

E IN AFRICA, SOPRATTUTTO IN ORIENTE, ACCERTARSI SU QUALE È LA SITUAZIONE?
«Anche sul sito della Farnesina, il ministero degli Esteri ha tutte le informazioni necessarie. Massima sicurezza dunque, ma tre miliardi di passeggeri circolano nel mondo, sono numeri enormi e in crescita e il mondo è pieno di posti dove ci sono conflitti».

MASSIMA SICUREZZA ANCHE SUI CONTROLLI DEGLI AEREI?
«La tranquillità nasce dal risultato, la tecnologia è avanzatissima e l'addestramento piloti ad altissimo livello, i controlli sul fattore umano e sulle infastrutture sono il combinato di regole uguali per tutti attraverso l’Icao, un’organizzazione interna all’Onu, alla quale aderiscono 198 paesi. In Usa e in Italia sono state inserite ispezioni aggiuntive rispetto a quelle previste dall’Icao, ed è una ulteriore sicurezza. Alcune compagnie sono state bandite, sono state inserite nuove regole per l’ingaggio degli aerei, Se gli Stati Uniti registrano 0,2 incidenti e noi zero, significa che per quanto umanamente possibile è stato fatto tutto, per il resto ci affidiamo a Dio».

OLTRE I CONTROLLI C’È IL FATTORE TECNOLOGICO, IN ITALIA SI PUÒ CONSIDERARE AVANZATO?
«In questo momento l’Enav ha vinto una commessa per adeguare gli impianti radar e satellitari della Malesia, e questo indica l’avanzamento tecnologico nazionale. Le fasi importanti del volo sono il decollo e l’atterraggio, o per condizioni di meteo avverse o per errore umano, ma ormai tutte le infrastrutture dei Paesi avanzati come il nostro sono tali da guidare l'aereo sulla pista con il pilota automatico, c’è un sistema anticollisione, tutto viene segnalato da un computer».

E UN GUASTO?
«Tutti i sistemi di un aereo moderno sono doppi o tripli, c’è la ridondanza, c’è sempre un secondo e un terzo sostituto. Siamo quasi in era di totale GPS ground processing system che consente di trovare qualunque cosa, dal satellite si vede qualunque frammento del cielo e della terra, l’aereo si piloterà in remoto fra poco, anche senza pilota, come la metropolitana senza conduttori, senza emozioni e senza stress».

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