Lunedì, 24 Settembre 2018

Favignana, l’arte del ’900 raccontata dai siciliani

Da Fausto Pirandello alla contemporaneità di Guttuso e Iudice: opere in mostra fino al 12 ottobre alla Tonnara. Sgarbi: «C’è un filo continuo di tensione creativa nella luce e nel mare, che corre dagli anni ’30 fino al nuovo millennio». Tra le opere un quadro di Carriglio

PALERMO. La profondità di Piero Guccione, che a goccia a goccia trapela di infinito; i corpi e i visi impastati di sabbia di Fausto Pirandello, la roboante carnosità della “Vucciria” di Guttuso (che lascia eccezionalmente lo Steri), l’ampiezza visuale del Gruppo di Scicli; la vitalità della Scuola di Palermo e Giovanni Iudice. E così via, 120 nomi che tengono in pugno l’arte del ‘900, la sciorinano per gradi e la ricompongono negli angusti confini siciliani. Perché da qui si parla al resto del mondo. «Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana. Non è lo stesso per quasi nessun'altra regione, non per l'Emilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane», sorride Vittorio Sgarbi che da mesi sta lavorando ad «Artisti di Sicilia da Pirandello a Iudice», l’enorme collettiva, da lui curata, che si inaugura oggi all’Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica,a Favignana, dove resterà fino al 12 ottobre. La mostra, ideata da Gianni Filippini, è organizzata da Shicon Europe, Exa - Mondi Nuovi e Arthemisia Group, in collaborazione con la Fondazione Roma-Mediterraneo (che ad ottobre parteciperà alla riapertura di Villa Zito con la mostra “Di là dal faro. Paesaggi e pittori siciliani dell'Ottocento”). Sgarbi: «C’è un filo continuo di tensione creativa nella luce e nel mare, che corre dagli anni ’30 fino al nuovo millennio»
Impossibile citare tutti: si va solo ad esclusione: dalle malinconiche tele di Fausto Pirandello (“La spiaggia”, “La famiglia dell’artista”) ai capolavori di Renato Guttuso (“La Vucciria”, un simbolo più che una tela, ma anche “La battaglia ponte ammiraglio”); la profondità marina e l’azzurro intenso di Piero Guccione, la linearità di Franco Sarnari e la delicatezza di Franco Polizzi; la maestosità simbiotica e descrittiva di Pietro Carriglio (l’appena ultimato, “Memorie bambine”), la tragica sregolatezza grafica di Bruno Caruso; le ceramiche di Andrea Parini e Giacomo Alessi; le terrecotte di Emilio Greco e le sculture di Ugo Attardi, Cesare Inzerillo e Silvestre Cuffaro; le testimonianze storiche di Salvatore Fiume, Carla Accardi, Francesco Trombadori, Giuseppe Migneco, fino ad arrivare ai contemporanei ed epicamente cronachistici, come “Clandestini” e “Umanità” di Giovanni Iudice; le metropoli brulicanti di Croce Taravella e i travet di Tosini, e ancora Guido Baragli e Michele Ciacciofera, la scuola fotografica di Sellerio, Letizia Battaglia, Giuseppe Leone. Il percorso espositivo si articola in quattro grandi stanze all'interno della Tonnara e, seguendo un ordine cronologico, racconta il viaggio iniziato dagli artisti cronologicamente più antichi come Aleardo Terzi e Totò Gregorietti, Pippo Rizzo e Lia Pasqualino Noto, mediante un filo continuo che corre dagli anni ’30 fino al nuovo millennio. «L’amministrazione comunale delle Egadi ospita un evento culturale di straordinaria valenza che conferma il ruolo propositivo del nostro territorio per l’arte, per tutti gli itinerari di grande suggestione legati al bello, naturale vocazione dell’arcipelago – interviene il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto -. Il Comune si affida all’arte per rilanciare un turismo culturale».

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