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Emma Watson è nuova ambasciatrice Onu per le donne: infonderò la fiducia in se stesse

NEW YORK. Dai film di Harry Potter alle Nazioni Unite: Emma Watson, la giovane attrice britannica protagonista dei film sulla scuola di magia di Hogwarts creata da J.K. Rowling, è stata scelta da Un Women come Goodwill Ambassador, ambasciatrice di buona volontà. Hermione Granger, la «babbana» secchiona dei film, ha 24 anni e si è da poco laureata alla Brown University, un ateneo Ivy League americano: dopo esser stata tentata dal mondo della moda dopo aver recitato dall'età di nove anni, ha sviluppato un forte impegno sociale sul fronte dell'istruzione per le ragazze che l'ha portata in giro per il mondo, dallo Zambia al Bangladesh. Nel suo nuovo impegno Onu Emma si dedicherà a costruire nelle adolescenti che si affacciano alla vita una fiducia in se stesse spesso difficile da raggiungere a quell'età, sia nel mondo occidentale che nei paesi in via di sviluppo. «Siamo felici di lavorare con Emma che crede e impersonifica i valori di Un Women», ha detto Phumzile Mlambo-Ngcuka, sottosegretario generale e direttore esecutivo dell'agenzia secondo cui «l'intelligenza e la passione» dell'Hermione di Harry Potter raggiungeranno tante coetanee (e coetanei) in tutto il mondo con il messaggio di eguaglianza di Un Women. È facile a questo punto fare di Hermione la nuova Angelina Jolie: vedremo. Emma Watson è la prima Goodwill Ambassador nel mandato della sudafricana Mlambo-Ngcuka che un anno fa ha raccolto il testimone da Michelle Bachelet: «Avermi chiesto di fare questo lavoro mi mette in prima linea. Credo fermamente nei diritti delle donne», ha detto l'attrice: «Non posso immaginarmi un compito più entusiasmante». Hermione è stata scelta per portare il messaggio di parità di Un Women alle giovanissime, ha spiegato la direttrice dell'organizzazione Onu: le adolescenti in tutto il mondo, anche nel mondo occidentale, sono una fascia estremamente fragile della popolazione. Proprio in questi giorni un video promozionale realizzato per conto dell'azienda americana Always di assorbenti per l'igiene intima ha toccato un nervo scoperto e lo spot è stato cliccato da 30 milioni di persone. La sicurezza di sè stesse crolla dopo la pubertà, dimostra lo spot-reality #Like a Girl in cui ad alcune teen-ager e ad altrettante bambine viene chiesto di correre, fare a pugni, lanciare una palla «like a girl». Le adolescenti si esibiscono in smorfie e risolini, mentre per le loro «sorelline minori» non ci sono connotazioni negative o inferiori nell'espressione «come una ragazza». E dunque, mentre le piccoline corrono e lanciano o fanno a pugni come farebbero i coetanei maschi, le «grandi» si sentono quasi in dovere di fare le sciocchine mostrando in questo modo di non sentirsi in grado di essere alla pari con l'altro sesso.

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