Mercoledì, 26 Settembre 2018

Manovra da rifare, scontro Crocetta-Ars

Lo stop alla finanziaria perché il governo, secondo la corte dei conti, non potrà usare 189 milioni di risparmi. Ardizzone: «Rivedere la Finanziaria». Il presidente della Regione «chiama» l’opposizione e invita il ribelle Cracolici a cena
Sicilia, Politica

PALERMO. La Finanziaria ter è da riscrivere, perché il governo non potrà utilizzare 189 milioni che contava di risparmiare dalla sanità. È questa la principale conseguenza del giudizio di parifica della Corte dei Conti. E si riapre lo scontro fra Crocetta e il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone. La Corte dei Conti non ha «parificato» circa 590 milioni di entrate iscritte nel bilancio del 2013. Ma non è questo il passaggio che preoccupa il governo: «È un problema che riguarda solo la contabilizzazione dei fondi europei. Verrà risolto man mano che si impegnano i soldi». Il problema invece riguarda i 189 milioni che si prevedeva di utilizzare, tra l’altro, per precari e forestali. Nodo centrale della Finanziaria ter. Per il governo queste somme arrivano da maggiori entrate frutto delle aliquote Irpef e Irap aumentate nel 2006 per coprire un buco ormai quasi inesistente. Inoltre un nuovo sistema di contabilizzazione permette di iscrivere nel 2014 entrate che materialmente si verificheranno l’anno prossimo. Ma per la Corte dei Conti il piano non può funzionare. «Ci sono elementi di incoerenza col principio di veridicità del bilancio e di prevalenza della sostanza sulla forma». Non si possono spendere realmente somme frutto di un’operazione contabile perché «così il sistema perde trasparenza». Inoltre i giudici criticano l’utilizzo ad altri scopi di tasse chieste per colmare il buco della sanità: «Si rompe così il patto con gli elettori». E su questo fronte anche l’assessore Lucia Borsellino è d’accordo: «È necessario alleviare i cittadini dalla pressione fiscale che ora è ai massimi livelli, anche perché ormai non serve per coprire il disavanzo della sanità, in quanto il settore è in avanzo di gestione».
A questo punto Ardizzone ha tuonato: «Ci auguriamo che adesso il governo, in sinergia con l’Ars, possa approvare una Finanziaria che tenga conto del giudizio di parifica». Forte anche, Ardizzone, dei rilievi della Corte sulla mancanza di relazioni tecniche con cui Crocetta dovrebbe sostenere i disegni di legge.
A Palazzo d’Orléans già ieri si è riunito il pool di esperti per trovare una soluzione: riscrivere la Finanziaria ter limitando la spesa o trovare altre risorse per coprire i 189 milioni? Per l’assessore all’Economia, Roberto Agnello, «alla luce di quanto emerso non si può pretendere di fare norme per lo sviluppo, si può solo mettere i conti in sicurezza fino a fine anno». Agnello ha sottolineato «la pesante eredità dai governi del passato che hanno aumentato la spesa».
La sicurezza con cui nei giorni scorsi l’assessore ha previsto la parifica in alcune interviste ha irritato alcuni magistrati. Tuttavia Crocetta legge nella pronunzia una promozione: «Sono stati riconosciuti i nostri sforzi e si è messo a tacere chi pronosticava un commissariamento della Regione. C’è ancora da fare ma nella Finanziaria sono contenute norme su personale e partecipate che possono aprire una fase nuova». Crocetta ha annunciato l’intenzione di riproporre il reddito minimo per i disoccupati, bocciato in commissione su input del Pd: costa 62 milioni.
Crocetta ieri ha perfino scherzato in una pausa con Antonello Cracolici, leader di quell’ala cuperliana che è per ora la vera opposizione all’Ars: i due hanno fissato una cena per la prossima settimana. Ma il presidente sa che la crisi col Pd è lontana dall’essere risolta e per spingere la manovra ha fatto di nuovo appello anche all’opposizione: «Senza la Finanziaria ci sarebbero gravi ripercussioni». Ma Giuseppe Castiglione, coordinatore del Nuovo Centrodestra, vede «un governo che non ha saputo affrontare le emergenze. Crolla il Pil, calano gli investimenti e si sprecano i fondi europei. Non c’è strategia per lo sviluppo e dunque la nostra opposizione sarà più dura». Castiglione lancia a sua volta un appello all’Udc, oggi al governo ma alleato alle Europee: «Uniamo i gruppi parlamentari subito». E anche i grillini per ora mostrano il loro lato critico: «È avvilente che aumentino le spese correnti e non ci siano investimenti per lo sviluppo». E anche Forza Italia con Marco Falcone chiede di riscrivere la manovra. Che però andrà in aula solo dopo il Festino, dunque a Crocetta non manca il margine per trattare. Sempre che non si aprano altri fronti: l’ex assessore al Bilancio, Gaetano Armao, ha pubblicato un documento da cui si evince che per avere i 518 milioni con cui dare copertura alla Finanziaria, Crocetta ha rinunciato a tutti i ricorsi contro lo Stato.

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