Giovedì, 15 Novembre 2018

Piano giovani, non deludere le aspettative

Sicilia, Editoriali

Il piano giovani comincia fra luci e ombre. Il progetto per il tirocinio retribuito nelle imprese mostra fin da subito due facce. Da una parte la burocrazia che scopre di aver bisogno di 46 figure professionali che si occupino di fare da tutor ai giovani. Dall'altro trecento aziende che, nel giro di poche ore, aderiscono all'iniziativa. E siamo solo al primo giorno. Tanto interesse dimostra che l'iniziativa piace e dunque andrà seguita con molta attenzione. Ma l'amministrazione pubblica sarà in grado di rispettare le aspettative?
Certo l'esordio non è dei migliori visto che, come primo atto, c'è stato il reclutamento di un gruppo di collaboratori esterni. È mai possibile che all'interno degli uffici non ci sia nessuno in grado di gestire il progetto? Difficile crederlo e speriamo proprio che questi esperti non siano l’unica occasione di lavoro offerta dal piano giovani. Tanto più che il programma, che parte con duemila posti, può arrivare a coinvolgere qualcosa come trentamila under 35.
Il problema è sempre lo stesso: la politica sarà in grado di assolvere ai propri obblighi? L'occasione è importante. Non tanto per le grandezze economiche coinvolte visto che lo stanziamento complessivo è di cento milioni e il tirocinio vale un assegno mensile di circa 500 euro. L'obiettivo è molto più ambizioso perché si tratta di dare ai ragazzi l'occasione di cimentarsi nel lavoro in azienda e quindi acquisire conoscenze e disciplina da utilizzare in futuro.
La politica e la pubblica amministrazione non possono e non devono mancare l'appuntamento. Il piano giovani, infatti, è in questo momento, una delle poche opportunità di cui la Sicilia dispone per limitare gli effetti della disoccupazione dilagante. Probabilmente è anche il programma più efficace perché nasce dalla collaborazione fra pubblico e privato. Per i ragazzi la possibilità di farsi conoscere e, se ci dovessero essere le condizioni, magari trasformare un tirocinio di pochi mesi in qualcosa di più stabile. Ecco perché la pubblica amministrazione non può sbagliare. A nessuno è consentito giocare con l'esistenza di trentamila giovani.
Purtroppo i precedenti destano non poche preoccupazioni. I cantieri di lavoro hanno impiegato più di un anno prima che gli uffici si mettessero in moto. Stavolta non sono ammessi ritardi. Se è vero che serve uno choc per ricominciare questa è l'occasione buona. Vorremmo essere choccati.

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