Mercoledì, 14 Novembre 2018

Benzinai in sciopero, da oggi chiusi i «fai da te»

Mercoledì serrata degli interi impianti di rifornimento. Si stima che in Sicilia aderiranno almeno 1.700 stazioni di servizio. I sindacati denunciano i prezzi alti imposti dalle compagnie petrolifere e gli scarsissimi margini di guadagno: «Indifferenza e inerzia delle istituzioni»

PALERMO. Niente self service da oggi al 17 giugno sulle strade italiane. Mercoledì prossimo sarà invece la volta della serrata vera e propria di tutte le stazioni di rifornimento di carburante, anche con servizio. Lo sciopero in questo caso sarà esteso ai distributori che si trovano nelle autostrade. Gli impianti «fai da te» delle stazioni di rifornimento rimarranno chiusi per lo sciopero proclamato dalle sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio per protestare contro i prezzi alti imposti dalle compagnie in un contesto di «indifferenza e sostanziale inerzia della politica e delle istituzioni». Giovedì, venerdì e sabato non saranno accettate, invece, le carte di credito. In Sicilia, secondo alcune stime degli addetti ai lavori, su 2400 stazioni di rifornimento ne dovrebbero aderire allo sciopero almeno 1700. Quelle che non sciopereranno sono gestite direttamente dalle compagnie petrolifere. «Il gestore non riesce a guadagnare più nulla - sostiene Alfonso Anzalone, segretario provinciale di Palermo e Trapani di Confcommercio -. In media gli introiti non superano i tre millesimi di euro ogni litro di carburante, prima il guadagno era di tre centesimi al litro. Inoltre, gli oneri per le carte di credito sono insostenibili».
Gli addetti ai lavori parlano dell'uno per cento di margini di guadagno contro l'1,20 per cento di oneri bancari. Temi che saranno al centro di una riunione lunedì nella sede di Confcommercio a Palermo con i sindacati di categoria. In concomitanza con l'avvio dello sciopero, secondo Figisc Confcommercio, arriveranno anche i rincari. Nei prossimi giorni l'associazione prevede prezzi in aumento di 1,5 centesimi al litro. In particolare, lo sciopero sarà così articolato. Dalle 7 di oggi alle 19,30 di mercoledì, non si potrà fare rifornimento con i self service negli orari di apertura degli impianti, con «relativo oscuramento dei prezzi scontati ad essi collegati e dell'insegna della compagnia». Mercoledì gli impianti di rete ordinaria e di quella autostradale saranno chiusi dalle 22 del giorno prima alle 22 dello stesso 18 giugno, quando si terrà una manifestazione nazionale a Roma. E non sarà l'unica azione predisposta contro «prezzi alti e comportamenti anticoncorrenziali».
Oltre allo stop per i mezzi di pagamento elettronico, saranno sospese tutte le campagne promozionali di marchio sulla rete ordinaria. In una nota le organizzazioni dei gestori si scagliano contro le compagnie petrolifere. E spiegano come «il mercato della distribuzione dei carburanti continua ad essere bloccato dall'assenza di trasparenza. È in questo contesto - proseguono - che le compagnie petrolifere, forti del vincolo di fornitura in esclusiva, continuano ad imporre unilateralmente ed arbitrariamente ai gestori prezzi con tutta evidenza fuori mercato e comunque molto più alti di quelli praticati da un ristretto numero di impianti cosiddetti “no logo” o posti in prossimità dei supermercati, che pure vengono riforniti dalle medesime compagnie petrolifere». Per i sindacati si tratta di un comportamento «in aperta violazione delle norme, che danneggia la stragrande maggioranza degli automobilisti italiani, prima ancora che le migliaia di piccole imprese di gestione», spinte così «al fallimento ed alla perdita della loro attività».

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