Mercoledì, 14 Novembre 2018

Borsellino: obbligati a far pagare i centri analisi

L’assessore replica così ai medici che annunciavano ricorso. «Le sentenze sono chiare e noi siamo obbligati a rispettarle». In ballo ci sono 150 milioni di euro di rimborsi, ritenuti illegittimi, che i laboratori dovranno restituire alla Regione. Sono circa 600 le strutture interessate
Sicilia, Politica

PALERMO. «L’amministrazione regionale non sta facendo altro che rispettare delle sentenze»: l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, interviene così nella polemica con i laboratori d’analisi sui 150 milioni di euro di rimborsi illegittimi che i centri medici dovranno restituire alla Regione. «Le sentenze sono chiare - spiega la Borsellino - e siamo obbligati a rispettarle».

È scontro aperto, insomma, tra i laboratori di analisi convenzionati, che ricevono trasferimenti dalla Regione in base alle prestazioni effettuate, e il governo. L’assessorato alla Salute ha disposto nuovamente, al termine di una lunga querelle giudiziaria, la restituzione di 150 milioni di euro di rimborsi che le strutture siciliane hanno incassato illegittimamente tra il 2007 e il 2012. E i sindacati hanno risposto in maniera dura, con un comunicato stampa diffuso dalla Fenasp che è stato giudicato offensivo dall’assessorato e dal dipartimento guidato da Salvatore Sammartano. «Definire una forma di pizzo la restituzione di somme che secondo la giustizia amministrativa spettano alla Regione - dicono dagli uffici - è davvero insensato».
In particolare sono circa 600 le strutture che in questi cinque anni hanno beneficiato di un tariffario regionale più favorevole. Nel 2013, però, è arrivata una sentenza del Cga che ha chiuso la lunga querelle stabilendo che il tariffario che andava applicato era un altro, meno favorevole ai laboratori, che dunque hanno incassato più del dovuto. Per cui la parte in eccesso, quantificata in quasi 150 milioni, andrà restituita alle Aziende sanitarie. Nel frattempo, di recente è entrato in vigore un altro tariffario che ha tagliato ulteriormente i rimborsi ai lavoratori accreditati, che non solo dovranno restituire le somme, ma potranno contare su incassi ridotti. «Così vogliono farci chiudere tutti» ha detto Mimmo Marasà, alla guida del comitato intersindacale che ha portato avanti la battaglia con la Regione.

Ma dal dipartimento della Pianificazione strategica della Sanità spiegano che «quando nel 2007 l’ex assessore Lagalla sospese il tariffario in vigore dopo un ricorso alla giustizia amministrativa, stabilì in sostanza che la Regione, se in futuro avesse avuto ragione, avrebbe potuto recuperare le somme rimborsate in eccesso». Come dire, i laboratori sapevano che avrebbero potuto perdere la battaglia giudiziaria e dovendo quindi restituire le somme.
Di recente, un parere dell’Avvocatura dello Stato ha suggerito alla Regione la possibilità di siglare accordi con le strutture sanitarie accreditate per ottenere subito i crediti vantati applicando uno sconto. Ma in una direttiva alle Asp, il dirigente Sammartano ha chiarito che ogni decisione su possibili transazioni spetta solo alle Aziende sanitarie e non alla Regione, perché altrimenti «si determinerebbe un’indebita ingerenza nell’autonomia e responsabilità gestionale delle aziende, non trasferibile ad altri soggetti». Per cui eventuali transazioni potranno avvenire solo in una seconda fase: «Sul piano gestionale - assicura l’assessore Borsellino - troveremo le soluzioni più adeguate perché i passaggi avvengano nel modo più sostenibile possibile». L’assessore respinge poi ogni critica sulla mancanza di dialogo coi sindacati: «Il parere dell’Avvocatura - chiarisce Borsellino - è un’ulteriore prova del nostro tentativo di portare avanti un confronto che in questi anni è stato serrato. E la decisione di chiedere ora alle Asp di recuperare le somme rimborso, arriva al termine di un lungo percorso durante il quale il governo ha provato in tutti i modi di trovare soluzioni alternative. Ma adesso la sentenza del Cga ci chiede di agire e chiedere la restituzione delle somme. Ritengo sia pretestuoso dire che è l’assessorato ad aver sbagliato. C’è una sentenza che stabilisce responsabilità su un tariffario adottato prima del nostro mandato, e noi non possiamo fare diversamente».

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