Domenica, 23 Settembre 2018

Usura bancaria, indagati i vertici di Bnl, Unicredit, Mps e di Banca popolare di Bari

Sicilia, Cronaca

TRANI. Per concorso in usura bancaria sono indagati a Trani i vertici di Bnl, Unicredit, Mps e di Banca popolare di Bari. Tra le 62 persone a cui viene notificato l'avviso di fine indagine per usura vi sono il presidente del Cda di Bnl Luigi Abete e l'AD Fabio Gallia; per Unicredit l'ex AD Alessandro Profumo, ora presidente del Cda di Mps, e l'attuale AD Federico Ghizzoni; per Mps l'ex presidente Giuseppe Mussari e il suo vice Francesco Gaetano Caltagirone. Agli indagati si contestano tassi usurari su finanziamenti. Sempre per Bnl sono indagati l'ex vicepresidente Piero Sergio Erede, e il presidente del collegio sindacale Pier Paolo Piccinelli. Per Unicredit l'ex presidente del Cda, Dieter Rampl, e il dg Roberto Nicastro. Per Unicredit Banca di Roma è indagato Paolo Savona, ex presidente del Cda. Per Unicredit Banca d'Impresa l'ex presidente Mario Fertonani, l'attuale vicepresidente vicario di Unicredit spa, Candido Fois, e Piergiorgio Peluso, figlio dell'ex Guardasigilli Anna Maria Cancellieri, nella sua precedente qualità di AD di Unicredit Banca d'Impresa. Per la Banca Popolare di Bari sono indagati anche l'attuale presidente del Cda e AD, Marco Jacobini, l'ex presidente Fulvio Saroli, e il dg Pasquale Lorusso.
Tra i 62 indagati a cui la Gdf sta notificando avvisi di fine indagine per l'usura contestata ai vertici di Bnl, Mps, Unicredit e BpBari, vi sono il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, in qualità di ex capo della Vigilanza di Bankitalia, e il ministro dell'Economia del governo Letta Fabrizio Saccomanni, ex dg di Bankitalia. Per il ruolo avuto in Bankitalia sono indagati anche l'ex direttore generale Vincenzo Desario, e gli ex capi della Vigilanza succedutisi nel tempo: Francesco Maria Frasca, Giovanni Carosio, Stefano Mieli e Luigi Federico Signorini. Per il ministero dell'Economia è indagato Giuseppe Maresca, a capo della quinta direzione del dipartimento del Tesoro. Agli otto indagati viene contestato di aver - tra il 2005 e il 2012 - adottato consapevolmente determinazioni amministrative in contrasto con la legge sull'usura fornendo consapevolmente un ''contributo morale necessario'' ai fatti-reati di usura ''materialmente commessi dalle banche''.

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