Mercoledì, 14 Novembre 2018

Una birra «nera» made in Palermo Da abbinare con panelle e crocché

Si chiama Velenanegra questa Cascadian Dark Ale realizzata da Michele Cartaino: «Sono state uperate notevoli difficoltà burocratiche e fugati i dubbi degli scettici»
Sicilia, Tempo libero

Tecnicamente si chiama Cascadian Dark Ale, una birra scura, scurissima. Nera. Agli occhi dei «profani» appare come la Guinnes irlandese ma pensata e prodotta completamente a Palermo. Si chiama Velenanegra ed è figlia del genio birraio di Michele Cartaino, conosciuto nell’ambiente per essere socio di uno dei più importanti locali specializzati nella birra artigianale in Sicilia, che ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio della creazione di una nuova linea di birre. Ma l’idea nasce anche grazie alle intuizioni di Maurizio Intravaia, rappresentante dell’associazione Hora Benedicta e titolare del marchio Maurega Beer.
Velenanegra, si presenta scurissima, con una schiuma mediamente fine e persistente, con una velatura verde alla sua base. Al naso, affascinano le note tostate, quasi sovrastate dall’intenso sentore erbaceo dei luppoli. A ogni sorso si evidenzia un’esplosione di amaro da luppoli e da malti scuri. Il retrogusto è di caffè e cacao. Va benissimo abbinata al cibo di strada palermitano: pane con la milza, musso, panelle, crocché e pesce azzurro marinato nella birra e fritto.
«La Velenanegra - dice Michele Cartaino - è una scommessa vinta. Abbiamo dimostrato così che l’impianto di Spillo (il locale del centro storico di Palermo dove è nata la sperimentazione, ndr) può funzionare a regime, creando un nuovo tassello della cultura del buon bere a Palermo. Sono state superate notevoli difficoltà burocratiche e fugati i dubbi degli scettici. Questa birra è una vittoria personale». E proprio da Spillo la birra è stata presentata ieri sera.
Già, una vittoria personale di Michele Cartaino, oggi quarantatreenne, che ha conosciuto le birre artigianali quindici anni fa nel corso di un viaggio in Belgio e che al suo ritorno, con un piccolo impianto domestico, cominciò i primi esperimenti. Una serie di tentativi che lo hanno portato, dal 1999 ad oggi, in giro per l’Italia e non solo per imparare l’arte di mastri birrai del calibro di Fausto Marenco che a Genova ha dato vita a Maltus Faber.
L’avventura di Cartaino, adesso, va avanti con Emanuele La Calce, un ingegnere prestato al mondo delle «bionde», e Pietro Teresi, un architetto con la passione per l'homebrewing. Una avventura che non si ferma alla Velenanegra, visto che durante l’estate l’impianto di Spillo produrrà quattro nuovi tipi di birra, che sarà possibile bere da settembre in poi, anche in bottiglia. Partirà inoltre un’iniziativa di beer sharing, innovativa condivisione di risorse e sinergia di idee per chiunque vorrà produrre la propria birra artigianale.
D’altra parte il mondo della birra artigianale, in questi ultimi anni, sta uscendo a grandi passi dalla nicchia in cui si era rifugiata per un certo periodo: adesso sono circa cinquemila gli appassionati, soltanto a Palermo.

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