Sabato, 22 Settembre 2018

Emergenza Comuni, dalla Regione 42 milioni per pagare gli stipendi

Si tratta di risorse che permetteranno agli enti locali di assicurare anche i servizi essenziali. L’Anci: così si evitano ulteriori indebitamenti. Restano invece bloccati gli aiuti previsti nella Finanziaria bis

PALERMO. In arrivo 42 milioni di euro per i Comuni siciliani, una boccata d’ossigeno per gli enti locali. La Regione sblocca una parte dei fondi previsti dalla Finanziaria (nella parte non impugnata dal Commissario dello Stato), ma si tratta solo di un acconto per tamponare le emergenze dei Comuni. A dare il via libera alle risorse un provvedimento firmato dal dirigente del Dipartimento, Giuseppe Morale, su input dell’assessore alle Autonomie Locali, Patrizia Valenti.  Quelli che andranno in pagamento nelle prossime settimane sono solo una parte dei fondi dovuti. Impossibile procedere ancora al pagamento delle quote definitive, suddivise in trimestralità: manca ancora l’accordo della conferenza Regione - Autonomie locali che deve stabilire i nuovi criteri di riparto, dopo che la legge di stabilità ha cancellato la quota corrente del Fondo per le Autonomie locali, sostituita da una compartecipazione al gettito regionale dell’Irpef. «Si tratta di un acconto - spiega Morale - in attesa della definizione dei criteri che deve approvare la conferenza. Intanto abbiamo disposto però il pagamento di queste somme, i mandati saranno effettuati la prossima settimana. Nelle scorse settimane avevamo anche dato disposizione per pagare la quarta rata, a saldo del 2013».
Le somme sbloccate sono parametrate proprio al Fondo autonomie locali 2013 e sono pari al 60 per cento della prima trimestralità dello scorso anno. «Tenuto conto della complessità della procedura per il riparto dei fondi per i Comuni» precisa il provvedimento nel disporre «un acconto sulle assegnazioni previste». «Trattandosi di un acconto - si legge ancora - sarà possibile successivamente operare eventuali compensazioni».
Quarantadue milioni e 225 mila euro suddivisi fra i 390 Comuni siciliani, dai 17 mila e 870 euro del piccolo Comune di Mazzarà Sant’Andrea nel Messinesse ai 2 milioni e 824.887 euro di Palermo. Fondi con cui i Comuni possono tamponare le emergenze. «Pillole che subito gli enti distribuiscono - dice Paolo Amenta, vicepresidente dell’Anci Sicilia - . Servono per pagare gli stipendi, per far funzionare gli uffici e i servizi. E per evitare di indebitarsi ulteriormente, vista la grave crisi di liquità che vivono i Comuni. Lo scorso anno il Fondo per le Autonomie locali, nella parte corrente, ammontava a 350 milioni di euro, 42 milioni sono meno del 10 per cento».
Soldi che non sciolgono i nodi principali. «C’è da considerare - aggiunge Amenta - che i Comuni non hanno più trasferimenti dello Stato, che ha riversato tutto sulla fiscalità locale e molti enti non hanno ancora approvato i regolamenti relativi alle imposte locali. Mancano anche i fondi per i precari e la quota investimenti è stata tagliata pesantemente, dai 180 milioni di euro dello scorso anno è stata ridotta. Avevamo raggiunto un accordo in commissione Bilancio ma saltando il mutuo che la Regione voleva contrarre sono saltati anche questi fondi. Poi il silenzio. Chiediamo al presidente Crocetta, all’assesore e all’Ars chiarezza: cosa si intende fare con il sistema Comuni? Qualcuno può dirci cosa succederà adesso? Finora c’è stato solo il silenzio».


© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X