Venerdì, 21 Settembre 2018

La Sicilia «regina» d’Italia per l’uso delle auto blu

Le superberline nella nostra isola sono 763. Al secondo posto la Campania

PALERMO. Sono percepite nel vissuto collettivo come la madre di tutti i mali; sono diventate lo sfogatoio delle peggiori pulsioni dell'antipolitica; spesso caratterizzano uno status sociale prima ancora che una esigenza di servizio. Stiamo parlando delle auto blu. Ma tra le tante "amenità" portate alla luce dal recentissimo monitoraggio statale, non avevamo messo in conto che la Sicilia potesse vantare addirittura il titolo di regina italiana per l'uso (e l'abuso) delle auto di rappresentanza.
Il rapporto tra le auto blu e il parco macchine pubbliche risulta particolarmente elevato in tutto il Sud; in particolare in Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Molise, le blu, rispetto al totale delle macchine di servizio, sono comprese fra il 26% e il 27% a fronte di una media nazionale del 12%. Ma il problema non è solo questo; va considerato infatti anche il resto del parco auto di servizio. Come spesso accade alla Sicilia, si eccede in un ambito e si difetta in un altro. Le comuni auto di servizio, quelle per intenderci senza lampeggiante, vedono la Sicilia arrancare nelle ultime posizioni. Ma se parliamo invece delle superberline, il discorso prende un'altra piega.
A febbraio di quest'anno, rileva il Formez che monitora il fenomeno, la Sicilia è saldamente prima, tra tutte le regioni italiane, con 763 auto blu, seguita dalla Campania (547) e dalla Lombardia (544). Per evitare il solito giochino delle competenze speciali, diciamo subito che la Sicilia ha un parco di auto blu quasi doppio di tutte le altre regioni a statuto speciale messe insieme e supera agevolmente la Lombardia, che pure conta quasi dieci milioni di abitanti rispetto ai cinque milioni dell'Isola.
Purtroppo non sono disponibili dati di spesa disaggregati a livello regionale, ma il nostro Paese sopporta, malgrado gli ultimi tagli, un costo complessivo di 1,2 miliardi di euro all'anno, di cui circa 650 milioni per le blu e circa 550 milioni per le altre auto di servizio. In particolare, cinquanta milioni si spendono per il noleggio, 160 milioni per assicurazioni e carburanti ed addirittura 810 milioni per gli stipendi dei circa 20 mila autisti adibiti alle vetture di servizio. Se questi numeri valgono anche per la Sicilia, la spesa complessiva nell'Isola si avvicina ai 150 milioni di euro all'anno. Una curiosità: una vettura a noleggio acquistata con procedura Consip (centrale pubblica d'acquisto) costa in media 2.280 euro all'anno, con procedura negoziata 6.074 euro all'anno. Chissà quanti enti locali ed organismi pubblici utilizzano il sistema Consip.
Gli ultimi giorni hanno visto accendersi un vibrato confronto, il più delle volte con i toni dello scontro, per il contestuale rinnovo del parco auto blu della Presidenza della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana, con una spesa di circa due milioni di euro in quattro anni per una decina di auto, di cui alcune blindate. Tuttavia, ogni acquisto di auto blu può trovare la sua giustificazione; ogni caso può essere particolare. Non sembra quindi utile contestare la singola fornitura, ma riflettere piuttosto su una ineludibile evidenza.
In Sicilia le auto blu sono oltre ogni misura; non c'è neanche confronto con il resto d'Italia. L'abuso è evidente. Si cerchi il rimedio, piuttosto che gigioneggiare su necessità di servizio, vere o presunte. Una volta tanto si usino i poteri speciali della Regione, nei confronti degli enti locali e degli organismi controllati, per dare il segno di una reale volontà di cambiamento e per allontanare l'immagine abusata, ma purtroppo verosimile, di una terra "diversa". Anche perché le auto blu costano, e non poco.

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