Martedì, 13 Novembre 2018

Regione, aiuti a grandi teatri e associazioni antiracket

Finanziamenti per lo Stabile di Catania, il Biondo di Palermo, l’Orchestra sinfonica siciliana e la fondazione Massimo. Tra i capitoli azzerati anche il finanziamento delle scuole per i non vedenti e il sostegno ai disabili

PALERMO. Ci sono i fondi per i principali teatri di Palermo, Catania e Messina ma vengono azzerati i finanziamenti a tutte le altre compagnie minori. Arrivano i soldi per le associazioni antiracket ma scompaiono le risorse per il buono scuola e i consultori familiari. È un elenco fittissimo di quasi 300 voci di spesa, quello che costituisce il cuore della manovrina con cui Crocetta punta a pagare gli stipendi almeno fino a tutto giugno. Al teatro Stabile di Catania andranno 980 mila euro e al Bellini 6 milioni e 864 mila. Per il teatro di Messina pronti 2 milioni e 357 mila euro, e per il Biondo di Palermo un milione e 552 mila. All’Orchestra sinfonica siciliana garantiti 4 milioni e 185 mila euro e alla Fondazione teatro Massimo altri 3 milioni e 724 mila euro. Ma l’Istituto nazionale del dramma antico vede azzerati i propri contributi regionali, così come accade per il teatro dei Pupi, Taoarte e le Orestiadi di Gibellina. Niente fondi ai teatri privati e alle compagnie teatrali organizzate in cooperative. Azzerati i fondi per il cinema destinati alle società di produzione e alla sede palermitana della scuola nazionale. Cancellati pure i duemila euro inizialmente destinati agli archivi Rai.
Nelle montagne russe di chi ottiene fondi si trova in salita la Protezione civile che avrà complessivamente un milione e 361 mila euro. Mentre vengono cancellati i 13 mila euro che servivano alle consulenze del dipartimento Programmazione fondi europei e altri 252 mila euro che servivano a pagare il personale esterno dell’ufficio di Bruxelles.
Fra i capitoli azzerati ci sono quelli destinati al sostegno dei disabili, al finanziamento delle scuole per i ciechi, ai sussidi per gli emigrati. Niente fondi per finanziare la circolazione gratuita sui bus di varie categorie per motivi di servizio. Stop ai contributi al movimento cooperativistico. Niente soldi neppure per finanziaria i centri di assistenza alle imprese cooperative. Non ci sono più risorse per la propaganda dei prodotti siciliani nè per i consorzi fidi.
Il governo è stato costretto a togliere tutti i fondi inizialmente destinati al restauro di strumenti musicali antichi. Tolti i finanziamenti anche al Centro regionale per la progettazione e il restauro. A secco anche il museo regionale di arte moderna.
Restano senza un soldo gli enti di assistenza e beneficenza e i consultori familiari che non potranno finanziare le iniziative di tutela della maternità con cui viene garantita assistenza alle donne incinte per evitare che optino per l’aborto. Si salvano invece i fondi alle associazioni antiracket (519 mila euro) e ai familiari delle vittime di mafia (124 mila). Salvi i fondi per assumere i familiari delle vittime (299 mila euro). Altri 80 mila euro stanziati per «una tantum» a vittime della criminalità mentre 30 mila andranno alle persone giuridiche proprietari di immobili o mezzi di trasporto danneggiati dalla criminalità. Per le costituzioni di parti civili nei processi contro la mafia pronti 180 mila euro e 34 mila per i vitalizi alle vittime del dovere. Infine, 509 mila euro per i rimborsi degli oneri fiscali agli imprenditori che denunciano il pizzo.
Azzerato del tutto il fondo per il buono scuola e quello per gli enti universitari (in questo caso il taglio è di 2,3 milioni). Niente fondi alle accademie e tagli sostanziosi alle università, almeno in questa versione della legge. Visto che ieri in tardissima serata la commissione Bilancio non ha accettato il deposito del testo messo a punto dal governo, chiedendo dettagli sui criteri che hanno portato a determinare i tagli: «Vogliamo conoscere - ha spiegato Vincenzo Vinciullo del Nuovo Centrodestra - a quanto ammontavano i reali stanziamenti del 2013 e quanto era rimasto per questi enti all’indomani dell’impugnativa della prima finanziaria. Tutto ciò per capire come si possono realmente dividere al meglio le poche risorse rimaste». Il governo depositerà stamani i dettagli richiesti. Da domani in commissione si comincia invece a votare articolo per articolo.

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