Giovedì, 15 Novembre 2018

La guerra dei poveri

La politica non riesce ad adeguarsi. Al calo delle risorse disponibili non corrisponde la risposta che ci si attendeva in termini di riduzioni di spesa. Risultato? La guerra dei poveri come quella che è scoppiata, in questi giorni, tra la Regione e i Comuni. Ai tempi delle vacche grasse da Palazzo dei Normanni partivano fiumi di denaro verso i municipi. Erano come dei prestiti, quindi soldi da restituire. In realtà hanno assunto la sostanza di trasferimenti definitivi perché poi da Palermo nessuno si preoccupava di chiedere il rimborso. Ora però la situazione è cambiata. La Regione, a corto di risorse, ha bloccato i cosiddetti prestiti e, contemporaneamente, ha chiesto la restituzione del pregresso. I sindaci, ovviamente, hanno fatto muro. Un centinaio di primi cittadini, volendo alzare il livello dello scontro, sostengono di non avere più i soldi nemmeno per gli stipendi. Un bel ricatto verso la Regione: o allarga i cordoni della borsa oppure alcune migliaia di dipendenti comunali resteranno senza busta paga.
È chiaro che la politica siciliana ha perso il senso della realtà. È convinta che, alla fine, a furia di ricatti incrociati, i soldi salteranno fuori. Nessuno che abbia avuto interesse a fare un po’ di conti. Come ricordava ieri su queste colonne Lelio Cusimano, nei quattro anni del governo Lombardo, la spesa corrente è crollata del 25%; in questa legislatura è proseguita la drastica riduzione dei trasferimenti statali. Si è ulteriormente ridotto il gettito delle tasse ed il patto di stabilità ha continuato a serrarsi. L’emergenza avrebbe dovuto imporre comportamenti responsabili. Non solo tagliare gli investimenti, ma aggredire gli sprechi e le spese inutili. I politici avrebbero dovuto dare l’esempio riducendo le proprie retribuzioni. Risparmio modesto ma di alto valore simbolico. Invece poco o nulla. Tutto come prima, questuando risorse aggiuntive. Così l’Autonomia si svuota come una vasca cui è stato tolto il tappo. Lenta agonia di una istituzione che, negli anni, ha perso la spinta propulsiva. Per lungo tempo è servita almeno a fornire redditi. Ora nemmeno quello.

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