Lunedì, 24 Settembre 2018

Tensioni e scontri al corteo del Primo Maggio a Torino: un arresto

TORINO. Tensioni e scontri, al corteo del Primo Maggio a Torino, tra antagonisti, No Tav e forze dell'ordine. Prima in piazza Vittorio Veneto, poi nella centrale via Roma. Pesante il bilancio finale, che parla di sette poliziotti feriti, tra cui un funzionario della Digos trasportato in ambulanza in ospedale dopo aver perso conoscenza per una bastonata in testa. Diversi contusi anche tra i manifestanti, tre dei quali sono stati fermati e accompagnati in questura. Uno è stato poi arrestato, gli altri due denunciati.

Il manifestante arrestato dalla polizia per gli scontri al corteo del 1 maggio a Torino è Marco Bolognino, 46 anni, residente nel capoluogo piemontese, esponente dell'area anarco-insurrezionalista. È accusato di violenza a pubblico ufficiale e lesioni: con il manico di un piccone, ha colpito alla testa un assistente della Polizia, in via Roma.   

I denunciati sono una giovane di 25 anni, residente in provincia di Pisa, appartenente all'area dell'autonomia, indagata in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, ed un uomo di 48 anni, residente in provincia di Torino: ha lanciato una sedia contro gli agenti in piazza Vittorio Veneto.

«Chi va da No Tav in un corteo tentando di creare disordini, disonora il primo maggio come festa», è la dura condanna del ministro degli Interni, Angelino Alfano. E anche Cgil, Cisl e Uil di Torino hanno espresso «tristezza e rammarico» per la festa «macchiata da atti di violenza e intolleranza».

I tafferugli in coda alla tradizionale manifestazione per la festa dei lavoratori. Lo «spezzone sociale» del corteo, come si autodefiniscono antagonisti e No Tav, espone cartelli contro la polizia «che uccide e rivendica», in riferimento al caso Aldrovandi. Sulla vicenda vengono anche distribuiti volantini, ma è la vicinanza con i rappresentanti del Pd a scaldare gli animi. A far scattare la scintilla, l'arrivo al corteo del senatore Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della Tav.    

Gli antagonisti cercano di sfondare il cordone di forze dell'ordine per raggiungere i rappresentanti democratici. Sulle teste degli agenti in assetto antisommossa volano sedie e cubetti di porfido. Viene eseguito un primo fermo, a cui se ne aggiungono altri due in via Roma, dove le tensioni sfociano in nuovi scontri. La polizia sequestra spranghe di ferro, un piccone, diversi bastoni.    

Quando gli autori degli scontri raggiungono il palco di piazza San Carlo i discorsi ufficiali sono già terminati. Volano insulti contro forze dell'ordine, politici e rappresentanti delle istituzioni, anche se questi ultimi si sono già allontanati. Chiedono a tutti di partecipare alla manifestazione No Tav del 10 maggio, a Torino, e a quella che che si organizzerà l'11 luglio per la conferenza europea sul lavoro e la disoccupazione.    

«Chi sporca di violenza il Primo Maggio offende l'idea stessa di lavoro e i valori di solidarietà giustizia e libertà che ispirano da sempre il movimento dei lavoratori», è il commento del sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino. «L'ennesimo assalto contro il Pd non ci intimorisce», afferma il segretario piemontese dei democratici, Davide Gariglio. Esposito parla di «violenza fascista». Ma c'è anche chi, come Gasparri, sostiene che l'aggressione sia «figlia della campagna di insulti alla polizia che ha visto impegnate tante autorità dello Stato». «Chi manifesta con le spranghe deve finire in galera», sostiene il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini.    

Primo maggio di mobilitazione anche nel resto d'Italia, da Roma, dove è in corso il tradizionale 'concertonè, a Milano, dove si sta tenendo la Mayday Parade, a cui hanno aderito realtà antagoniste e centri sociali. Qui un gruppo di partecipanti si è introdotto in uno stabile in disuso non lontano dalla Stazione Centrale, occupandolo. A Carrara, invece, si sono dati appuntamento gli anarchici libertari da tutta Italia, e una delegazione di No Tav della Val Susa. Durante un comizio è stata espressa solidarietà ai quattro attivisti No Tav accusati dell'assalto al cantiere di Chiomonte, ancora in carcere.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X