Mercoledì, 19 Settembre 2018

Poste: a Caltanissetta nessuna assunzione, restano le carenze

D’Antoni (Cisl-Slp): «I vertici di Poste italiane, per far fronte ai problemi che affliggono la provincia, devono provvedere all'assunzione di nuovo personale o al trasferimento da altre sedi»
Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Nonostante gli annunci di assunzioni di personale a tempo determinato, negli uffici di Poste Italiane dell'isola, Caltanissetta resta con pochi portalettere e addetti allo smistamento delle missive. A denunciarlo è il segretario della Cisl - Slp, Giuseppe D’Antoni, che da tempo insieme ad altre sigle sindacali denuncia la carenza di personale e tenta in ogni modo di risolvere i problemi che affliggono gli uffici postali sparsi nel nostro territorio, tramite alcuni incontri con i vertici dell’azienda. Dopo l’appello lanciato alcuni giorni fa dallo stesso D’Antoni, che denunciava la carenza di circa 15 addetti al recapito nel territorio provinciale e pochi impiegati allo smistamento della posta, non ci sono state risposte da parte dei vertici dell’azienda, con disagi che si ripercuotono sui servizi erogati ai cittadini.
«Non era mai accaduto prima che nel giro di 20 giorni, la nostra organizzazione sindacale facesse tre note di denuncia per la carenza di personale negli uffici postali provinciali - dice D’Antoni - , non possiamo restare silenti di fronte al fatto che quotidianamente in tutto il territorio nisseno, rimangono innumerevoli zone di recapito non servite, soppressione di turni notturni, eliminazione del servizio pomeridiano della consegna delle inesitate, lavorazioni interne effettuate solo per la grande abnegazione del poco personale dipendente. Non si può continuare ad assistere a delle forme di ”mobbing”, nei confronti di capisquadra ed operatori ai quali viene sempre più spesso intimato, di effettuare il servizio di recapito, utilizzando queste figure lavorative in maniera impropria. Se poi si arriva al paradosso che di fronte a questo sfascio totale, si obbliga il personale ad usufrruire del congedo ordinario, per poi contattarlo intimadogli di rientrare per esigenze di servizio, è evidente che qualcuno ha le idee confuse. Non possiamo permettere che venga distrutto quanto i lavoratori abbiano saputo costruire in termini di immagine, di efficacia e di efficienza del servizio. Non staremo con le mani in mano ad osservare questo sfacelo, combatteremo con tutte le nostre forze, compatibilmente con le regole normative, che regolano il nostro rapporto di lavoro - conclude il segretario sindacale - ci permettiamo di suggerire ai vertici di Poste Italiane, per far fronte ai problemi che affliggono la provincia, l'assunzione di nuovo personale o il trasferimento da altre sedi». 

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