Lunedì, 24 Settembre 2018

San Cataldo, più ore per i precari del Comune La Cisl insorge: piano insufficiente

SAN CATALDO. La Cisl-funzione pubblica, "insorge" contro l'integrazione oraria per i circa 50 dipendenti comunali part-time, decisa dai vertici di Palazzo delle Spighe. Infatti, dopo le festività pasquali, verranno firmati i nuovi contratti che porteranno l'aumento del monte ore, dalle attuali 24 a settimana a 28 ore, fino ad arrivare al 2016 quando le ore saliranno a 32. Il commissario straordinario, Licia Donatella Messina, ha deliberato un provvedimento che prevede la stipula di accordi individuali, valevoli a partire da settembre. Il segretario generale della Cisl-Fp, delle tre province, Caltanissetta, Agrigento ed Enna, Gianfranco Di Maria, apprezza lo sforzo fatto dall'amministrazione ma non accetta l'aumento graduale delle ore di lavoro che considera insufficienti e la stipula degli accordi individuali che potrebbero ritorcersi contro gli stessi dipendenti comunali.

«Comprendiamo benissimo che il Comune, ha poca liquidità e ne prendiamo atto - dice Di Maria - ma l'aumento delle ore settimanali durante i prossimi due anni dei precari, fino ad arrivare a 32, ci sembra ben poca cosa. Inoltre la stipula di accordi individuali e non collettivi, fa perdere la forza contrattuale dei dipendenti che potrebbero trovare notevoli difficoltà ad essere rappresentanti individualmente dalla diverse sigle sindacali. La Cisl-Fp, non è d'accordo con quanto messo in atto dagli uffici comunali sancataldesi. Ricordo che l'aumento delle ore ai lavoratori precari è da vedere come un investimento e non come una spesa, in quanto si potranno offrire più servizi alla cittadinanza. La nostra proposta era quella di partire con 32 ore settimanali fino ad arrivare a 36 per dare dignità a questi dipendenti che sono precari da oltre 10 anni e non vedono prospettive migliori per il loro futuro lavorativo. L'aumento, secondo quanto prospettato dai vertici comunali, sarà graduale e durante i prossimi due anni i lavoratori potranno usufruire di 32 ore settimanali. Si tratta di una questione di sopravvivenza - prosegue il segretario sindacale -, i dipendenti non possono mantenere le loro famiglie con le poche centinaia di euro che riescono a guadagnare con un aumento di un monte ore così esiguo. Chiediamo ai vertici comunali ed al commissario straordinario Messina di rivedere i nuovi contratti concedendo agli impiegati un aumento dell'orario di lavoro che copra almeno 36 ore settimanali. Solo in questo modo, si potrà dare finalmente dignità a questi lavoratori i quali potranno fare fronte alle esigenze delle loro famiglie. Il sindacato continuerà a vigilare sull'intera vicenda e si batterà strenuamente al fianco dei precari stabilizzati affinchè ottengano la giusta remunerazione per i compiti che svolgono - conclude Di Maria - da troppi anni questi individui, sono stati ignorati e bistrattati, è arrivato il momento di girare pagina».

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