Martedì, 13 Novembre 2018

Gli sprechi, gli scandali e l’interpello indecente

La Regione Siciliana ci ha abituati a gesti estemporanei, impegnata - come è spesso - nella ricerca al proprio interno dei più disparati profili professionali. Non è passato molto tempo da quando si è messo in moto l'ennesimo "atto di interpello" per rinvenire tra i dipendenti regionali qualche pollice verde con la passione per la zelkova sicula, pianta "notoriamente" diffusa in tutti i balconi siciliani. Altre volte la richiesta è stata meno provocatoria ed ha puntato su professionalità per così dire, più"comuni, come quando è partita la ricerca di funzionari per favorire i "processi di apertura internazionale" della Sicilia.
L'ultimo esempio ci arriva da un bando dell'assessorato alla formazione; oggetto del desiderio sono, questa volta, esperti in comunicazione, Facebook, social network e siti web. Questi profili che, manco a dirlo non è stato possibile rinvenire tra le fila dei 20 mila regionali, non sono destinati ad apportare contenuti di professionalità alla attardata macchina regionale, ma piuttosto a promuovere il Piano giovani, destinato agli under 35. Chissà perché nessuno ha pensato che, nei confronti di un target di giovani e giovanissimi, sarebbe sufficiente una promozione via rete dell'iniziativa, magari con la presenza, all'altro "capo del filo", di un funzionario regionale per dare risposte alle FAQ (acronimo internet per le domande più frequenti).
Chissà perché nessuno dei 20 mila regionali ha comunicato di avere le competenze richieste. Forse perché non erano previsti quattrini? Ma se ci sono per i consulenti perché non trovarli per i dipendenti? A dire il vero, l'atto di interpello per spostare personale da un reparto ad un altro, ancorché formalmente ineccepibile, a noi sembra conservare caratteristiche medioevali.
Non sembra, comunque, che la risposta ai nostri dubbi possa rinvenirsi nel livello delle competenze richieste. Una recente indagine del Censis ha fatto emergere che due terzi degli italiani frequentano abitualmente internet, Facebook ed i social network, e come questa percentuale vada ben oltre l'80% tra gli utenti dotati di un diploma o di una laurea, come è il caso dei nostri 20 mila. Chi ha occasione di confrontarsi in Sicilia con blog e social network non fatica certo a capire che dietro a tanti nickname (leggasi anonimi) si celino spesso dipendenti regionali, o perché lo asseriscono gli stessi o perché mostrano una conoscenza di dettagli che loro naturalmente appartiene. Però, curiosamente, nessuno sa usare Faceboock.
Non è frutto di malevolenza immaginare, allora, un'altra verità. La tentazione di dare una consulenza o comunque elargire denaro pubblico al cittadino votante, è dura a morire. Gli stessi esponenti politici dell'ARS intervistati in questi giorni dal Giornale di Sicilia, mostrano piena consapevolezza che le risorse per pagare soggetti esterni si sono esaurite già da tempo. Sono gli unici ad averlo capito? Davvero si pensa che il bilancio regionale possa ancora assolvere alla funzione di supporter dei supporter? Nel corso del recente, quanto drammatico, confronto d'Aula sulla nuova Giunta, un autorevole esponente politico ha chiaramente ammesso che fino ad ieri l'attenzione dei Parlamentari era dedita in via esclusiva alla colonna delle spese; ma se entrate e spese pubbliche, invece di procedere di comune intesa, si comportano da separati in casa, allora la fine è già iniziata.

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