Mercoledì, 19 Settembre 2018

Caltanissetta, ecco la città che chiude

Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Tassello dopo tassello la città assiste silenziosa alla chiusura di storiche attività commerciali. La crisi travolge tutto e tutti e spazza via griffe di prestigio e locali, dall'abbigliamento alla ristorazione, che hanno fatto davvero la storia cittadina. Passare da Corso Umberto e vedere il «Gran Caffè Romano» con le luci ormai spente è un pugno allo stomaco per i pur indifferenti nisseni. Lo è di più per i forestieri per i quali la tazzina nel più rinomato locale della città era quasi una tappa obbligata. E con la tazzina il celeberrimo «cannolo di Romano» o le «ramette di miele». Comprare la guantiera di dolci per decenni è stato un rito consumato da generazioni di nisseni perchè nei laboratori lavoravano autentici maestri dell'arte pasticciera. Novant'anni di attività cancellati come cancellati sono stati i suoi pochi posti di lavoro.
È scomparso il marchio «Spatafora» negozio ospitato a pianoterra di Palazzo Barile e, restando nel settore, ha chiuso i battenti «Il calzaturificio di Varese». Ed è scomparsa anche la focacceria Capodicasa in via Gigino Gattuso come la stessa fine hanno fatto i tantissimi negozietti di merceria varia e di ferramenta (per tutti Grasso e Pullerone). Poco alla volta si sono arresi all'onda d'urto della crisi che ha travolto anche «Cortese» il ristorante nisseno più conosciuto della Sicilia, meta di sportivi e gente dello spettacolo. Ed è un lontano ricordo anche la Standa che occupava ben tre piani (e un centinaio di dipendenti) di uno stabile all'inizio di corso Vittorio Emanuele dove oggi c'è Benetton.


IL SERVIZIO COMPLETO NELL'EDIZIONE DI CALTANISSETTA DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X