Martedì, 25 Settembre 2018

La Regione non paga, fornitori bloccano i mezzi dei forestali

Sicilia, Politica

ENNA. I forestali sono pronti a tornare al lavoro, ma siccome la Regione non paga i debiti con i fornitori, questi hanno bloccato persino il rifornimento di carburante per i mezzi agricoli. L’ultima beffa per i 27 mila operai arriva da Enna, dove i sindacati spiegano che “i soldi ci sono, le attività sono pronte a partire ma l’Azienda, che deve fornire l’attrezzatura minima, subisce le rivendicazioni dei fornitori che ora sono pronti a far partire i pignoramenti”. A comunicarlo è stato lo stesso dirigente generale del dipartimento Sviluppo rurale, Pietro Lo Monaco: “Il dirigente – spiega Gaetano Pensabene della Uil – ci ha spiegato il problema chiarendo i motivi del blocco delle attività. Grossi fornitori come l’Eni attendono gli arretrati e hanno bloccato le forniture. E siccome senza carburante i mezzi non possono uscire e le attrezzature non possono funzionare, i forestali restano al palo”.
La legge sul pagamento dei debiti alle imprese era arrivata in Aula e il governo era pronto ad accendere un mutuo da un miliardo per pagare i creditori, ma i dubbi dei deputati sui destinatari dei pagamenti e sul rischio di un aumento delle tasse hanno spinto a votare per una modifica della norma in commissione Bilancio.  La commissione Bilancio stamattina avrebbe dovuto avviare l'esame del testo ma la seduta è stata rinviata per la crisi in atto nella maggioranza. Secondo i documenti depositati in commissione Bilancio, il gruppo Eni sarebbe creditore nei confronti della Regione di quasi un milione di euro.
Le segreterie provinciali unitarie di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno proclamato lo stato di agitazione del comparto. Ma i problemi non riguardano solo l’Ennese.
Il rimpasto, la manovra correttiva al palo, i conti della Regione congelati, tutto ciò sta paralizzando l’amministrazione e a cascata si ripercuote su oltre 40 mila lavoratori di enti in orbita regionale, la maggior parte dei quali dipendenti del settore agricolo. Oggi a Palermo sono scesi in strada i 490 lavoratori comunemente conosciuti come trattoristi dell’Esa, l’ente di sviluppo agricolo, che secondo gli accordi tra governo e sindacati già ieri avrebbero dovuto iniziare le loro attività.  
Questa operai si sarebbero dovuti occupare di viabilità rurale o ad esempio della sistemazione delle aree industriali, lavorando per circa sei mesi, “interventi che ogni anno – dice Salvatore Tripi della Cgil – sono stati avviati entro febbraio. Ma quest’anno, proprio a causa dei problemi legati alla finanziaria, i lavoratori non hanno ancora firmato il contratto e sono senza indennità da novembre”.  I lavoratori hanno accerchiato la sede dell’assessorato all’Agricoltura in via Regione siciliana e chiedono di parlare con l’assessore Dario Cartabellotta.
Il dirigente generale dello Sviluppo rurale, Pietro Lo Monaco, interviene sui disagi che stanno interessando tutta l’Isola: “C’è un rallentamento degli uffici di ragioneria – dice – che riguarda i pagamenti dello scorso anno. È un problema soprattutto burocratico che stiamo superando ma giustamente i fornitori pressano per incassare quanto dovuto e così non possiamo stipulare i nuovi contratti se prima non pagheremo i debiti”.

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