Giovedì, 15 Novembre 2018

Ufo, 445 i casi accertati in Italia

Avvistamenti registrati dal 1972 a oggi. La regione con il maggior numero è il Lazio, con 53 casi, mentre sul lato opposto della classifica c'è il Molise, con un solo caso. L'anno del boom è stato il 1978: 69 gli oggetti non identificati avvistati
Sicilia, Società

SAN MARINO.  Dal 1972 ad oggi sono stati 445 gli avvistamenti 'ufficialì di Ufo in Italia, quelli registrati cioè dall'Aeronautica militare. La regione con il maggior numero di avvistamenti è il Lazio, con 53 casi, mentre sul lato opposto della classifica c'è il Molise, con un solo caso. L'anno del boom è stato il 1978: 69 avvistamenti; solo nel 1976 non ce n'è stato nemmeno uno. Sono i dati - tratti dal volume «Ufo i dossier italiani (Mursia) - resi noti durante il Congresso ufologico mondiale di San Marino, cominciato oggi e che si concluderà domani.
L'Aeronautica Militare, che è l'organismo istituzionale incaricato di raccogliere e verificare le segnalazioni di Ufo, svolge un'indagine tecnica per stabilire se c'è una correlazione tra gli avvistamenti ed «eventi umani o fenomeni naturali», essenzialmente allo scopo di garantire la sicurezza del volo e nazionale. Se al termine non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale, si classifica l'episodio come avvistamento di Oggetto Volante Non Identificato (Ovni).   
«Questo congresso - spiega Roberto Pinotti, segretario generale del Cun, il Centro Ufologico Nazionale che ha organizzato l'evento - guarda a tutto tondo la persistente casistica attuale alla luce di quella del passato, degli interrogativi conseguenti e anche di eventi connessi con l'intelligence, come ad esempio il cosiddetto caso-Eisenhower, che ipotizza un contatto ufficiale fra amministrazione Usa e piloti extraterrestri nel 1954. E qui a San Marino è presente la pronipote del presidente americano dell'epoca».   
«Con questo simposio - spiega Vladimiro Bibolotti, presidente del Cun - si segna una tappa importante per l'ufologia, con la rappresentazione di scuole di pensiero (teologica anche) diverse. La conclusione è la stessa anche se parte da presupposti diversi: il fenomeno è reale».

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