Domenica, 18 Novembre 2018

Legge elettorale, Italicum: c'è l'accordo per la Camera

Sicilia, Politica

ROMA.  'Blindare' il patto di maggioranza, mantenere in piedi l'accordo sulle riforme con Forza Italia, far fare un "importante passo avanti" alla legge elettorale. Al termine di una "difficile" e tesa mediazione, Matteo Renzi elenca tre obiettivi raggiunti. E' il primo pomeriggio quando Silvio Berlusconi - raccontano fonti parlamentari - gli telefona per comunicargli che ha deciso di aprire un varco nell'intesa fino ad allora blindata sull'Italicum. E dà il via libera alla soluzione che accontenta Ncd e minoranza Pd: si cancellano dal testo le norme che riguardano il Senato, prendendo così un impegno implicito ad "abolire" la Camera Alta     
"Non ho raccolto questa sfida per portare a casa solo la legge elettorale ma tutto il pacchetto delle riforme", dice in serata Renzi ai suoi. "Sono anni che non si faceva la legge, se serve qualche ora in più non è un problema: si va avanti". E' per la delicatezza del momento, che il premier gestisce personalmente la partita. "Portiamo a casa la legge e sarà una rivoluzione", scrive in mattinata su Twitter il premier. Si mostra ottimista, ma è consapevole può ancora tutto saltare. Ncd e minoranza dem hanno alzato le loro barricate sul 'lodo Lauricella', che lega la legge elettorale alla riforma del Senato, ma è inaccettabile per Forza Italia. E allora a Berlusconi vengono prospettate due altre possibili soluzioni: mettere un termine di 12 mesi all'entrata in vigore della legge o cancellare dall'Italicum le norme che riguardano il Senato. Ma la prima soluzione è più impervia, perché osteggiata dalla minoranza Pd e anche da Ncd, disposta al più ad aprire a un termine alternativo di 18 mesi.     
Quando in tarda mattinata Berlusconi riunisce il vertice di FI a Palazzo Grazioli (presenti i capigruppo ma anche Giovanni Toti, Denis Verdini, Gianni Letta), appare molto contrariato: "Matteo non ne sta azzeccando una, anche a me ha venduto più cose di quelle che poteva". Ma entrano in campo i 'mediatori' Verdini e Letta, che ieri hanno incontrato Renzi. Al Cavaliere spiegano che il premier fa fatica a convincere Alfano e minoranza Pd ad approvare l'Italicum così com'è. E riescono a convincerlo a scegliere "il male minore" e dare il via libera all'emendamento che cancella le norme sul Senato. Non solo, infatti, non vieta che si vada a elezioni anticipate (anche se con due leggi diverse per Camera e Senato), ma soprattutto evita al Cavaliere di essere tagliato fuori dal tavolo delle riforme. Di qui, il via libera. In pubblico e in privato Berlusconi esprime tutto il suo "disappunto" perché Renzi ha tradito gli accordi e le sue "aspettative". Ma tra i parlamentari di FI si osserva che anche il Cavaliere guadagna così un po' di tempo per riorganizzarsi e affrontare i suoi problemi giudiziari prima delle elezioni.   
Angelino Alfano e i suoi festeggiano intanto l'intesa di massima raggiunta (restano da definire alcuni punti), come una vittoria. E sono soddisfatti che Renzi abbia mantenuto gli impegni presi durante le consultazioni. Il premier non si stanca di sottolineare come aver cancellato le norme sul Senato dalla legge elettorale, vuol dire impegnarsi a cancellare il Senato come organo elettivo. E anche darsi respiro e tempo per fare le riforme costituzionali.     
Ma la partita è ancora lunga, Renzi ne è consapevole. In ogni caso, confida di poter ottenere importanti "passi avanti" per il governo proprio nel delicato passaggio della campagna elettorale per le europee, banco di prova per misurare i rapporti di forza tra i partiti. Per poi riprendere e completare la partita delle riforme e dell'eventuale perfezionamento della legge elettorale.

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