Domenica, 23 Settembre 2018

Milan bello e sconfitto, la Juve vince e ipoteca lo scudetto

La bella prova della squadra di Seedorf non basta per battere la capolista che prima resiste e poi infligge i colpi del ko con Llorente e Tevez

MILANO. La Juventus vince 2-0 a San Siro contro il Milan, ipoteca lo scudetto e porta a 11 punti il proprio vantaggio sulla Roma, seconda in classifica. Il Milan di Clarence Seedorf cresce, gioca bene ma, come nella sfida contro l'Atletico, viene sconfitto questa volta da una Juventus non particolarmente brillante, ma brava ad approfittare delle occasioni e a chiudere la partita con la freddezza delle grandi squadre. La coppia d'attacco Tevez-Llorente non tradisce le aspettative e sospinge la propria squadra verso il titolo di campione d'Italia. Il Milan - almeno all'inizio - dà l'impressione di potersela giocare alla pari: nel primo tempo macina gioco e domina ma non riesce a trovare il gol e anzi al 44' subisce la beffa con la rete di Llorente.  Seedorf deve fare i conti con l'assenza di Balotelli sostituito più che degnamente da un ottimo Pazzini, calato alla distanza. Il modulo (4-2-3-1) non cambia e soprattutto l'atteggiamento è quello giusto: volitivo, aggressivo, travolgente. La Juventus sembra legata, tanti errori e molta approssimazione. La partita è bella, aperta, avvincente e tiene con il fiato sospeso i quasi 80 mila accorsi a San Siro per una sfida classica del calcio italiano. Il Milan parte alla grande con Pazzini in evidenza al 9' e al 12'. Gioca bene Emanuelson che cerca il gol con un sinistro al volo. Si vedono poco Llorente e Tevez: l'argentino - al 16' - non riesce a sorprendere Abbiati. Al 19' la migliore occasione per i bianconeri con il portiere rossonero che - di piede - salva su un destro ravvicinato di Lichtsteiner. Il Milan è pericoloso con Pazzini che non riesce a sfruttare un cross basso di Abate. Poco dopo, al 26', i rossoneri vanno vicinissimi al vantaggio con Kakà che colpisce una prima volta ma Buffon respinge. La palla torna al brasiliano che la piazza, salva Bonucci sulla linea. Al 32' altra clamorosa palla gol di Poli. Il Milan dà l'impressione di poter passare: ci prova Montolivo di destro, su errore di Barzagli non ne approfitta Taarabt, in mischia Rami non trova la deviazione vincente, ancora Pazzini si gira bene in area ma Buffon para. Sul finire del primo tempo, Kakà cerca il destro a giro con Buffon che respinge, arriva Poli, manda alto e fa arrabbiare Pazzini. Al 44' - con il Milan padrone del campo - arriva il gol della Juve: sbaglia Rami, la palla finisce a Marchisio che aggira Abbiati e tocca per Tevez; sponda per Lichsteiner che - da destra - serve Llorente per il gol del vantaggio bianconero. La rete ha il sapore della beffa per un Milan davvero bello ma poco concreto. La Juventus è abile nel piazzare la zampata vincente. I rossoneri non riescono a venirne a capo, manca l'ultimo passaggio. Il Milan avverte la stanchezza fisica e mentale, non approfitta degli errori come quello di Buffon che si avventura in un rischioso disimpegno. Kakà conquista il pallone per Poli che si scontra con Caceres ed è costretto a uscire in barella. Lo sostituisce Saponara: la partita però è segnata. Al 23' colpo di genio di Tevez che batte Abbiati grazie a un magnifico destro da 25 metri. La Juventus controlla, il Milan prova al 28' con Rami, al 33' con Robinho, al 35' con Emanuelson. Tuttavia, la Juve potrebbe arrotondare il proprio vantaggio e costruisce un paio di occasioni mette: punizione di Pirlo alta di poco al 39', palo di Pogba tre minuti dopo. Solo nei minuti di recupero, Robinho colpisce la traversa. La squadra di Seedorf non deve però demoralizzarsi: i progressi ci sono e i giocatori sembrano avere assimilato la filosofia di gioco dell'allenatore. Latitano ancora la cattiveria e la precisione sotto porta. In questo senso si avverte la mancanza di Balotelli, nonostante il Milan abbia giocato meglio senza di lui. In fondo, resta l'unico in grado di sparigliare una partita con un lampo da campione. La Juventus sa soffrire, resistere e cambiare faccia a una sfida difficile grazie ai suoi trascinatori, primi fra tutti i suoi attaccanti, Tevez e Llorente, grazie ai quali lo scudetto è ormai a un passo.

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