Mercoledì, 21 Novembre 2018

Aumento Tasi, non è un buon inizio

Come inizio non c’è male. Ieri si sono incrociate due notizie non certo positive per noi contribuenti. La prima è stata l’aumento delle accise sulla benzina, la seconda la facoltà ai Comuni di alzare dell’8 per mille la Tasi (nuova denominazione dell’Imu). «Demerito del vecchio governo» è stata la giustificazione fatta filtrare immediatamente da Palazzo Chigi.
Peccato che, a riequilibrare la situazione, non ci sia stato nessun «merito» da parte della compagine guidata da Matteo Renzi. La maggiorazione sulla Tasi servirà a finanziare gli sgravi per le fasce più deboli è stata la spiegazione.
Giusto: ma siamo sicuri che fosse questa l'unica strada percorribile? Non era più semplice dare un taglio netto alle tasse compensando le minori entrate con un’equivalente riduzione di spese? Sembra facile, ma non si riesce. Tutti i governi sono molto veloci nell'aumentare le tasse. Timidi o assenti sulle riduzioni. Eppure il piglio decisionista di Renzi farebbe sperare in qualcosa di meglio. Si tratta solo di stabilire, come chiedono da Forza Italia, qual è la collocazione delle maggiorazioni fiscali annunciate ieri. Solo l'atto postumo della precedente gestione o il primo della nuova. La differenza, come si capisce, è abissale. Perché se fosse davvero l'esordio di Renzi, risulterebbe assai deludente. Da anni i governi (senza distinzioni di colore) hanno adottato una scelta molto precisa: colpire i ceti più ricchi (o supposti tali) e, con il ricavato, sostenere quelli più poveri o sfortunati. Per capire basta guardare l'ampliamento della cassa integrazione. Una volta era riservata alle grandi aziende. Oggi è aperta a tutti e ovviamente molto più costosa. Il trasferimento di ricchezze dall'alto verso il basso ha limitato i danni della crisi. Ha evitato, tranne il focolaio isolato del Movimento dei Forconi, l'esplosione della piazza come in Grecia o in Spagna. Con questa scorciatoia i partiti sono riusciti a spostare in avanti l'appuntamento con i tagli della spesa. Renzi continuerà su questa strada o tenterà il cambio di passo? Speriamo nella seconda opzione. La prima, come tutte le agonie, porta solo al disfacimento.
FONDI@GDS.IT

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