Sabato, 17 Novembre 2018

Regione, mazzata su stipendi assessori tecnici Protesta la Bonafede: pochi 5.400 euro al mese

Sicilia, Politica

PALERMO. L’assessore al Lavoro, Ester Bonafede, ha fatto due calcoli e si è spinta ad annunciare che «adesso guadagno meno di un capo di gabinetto. A gennaio ho incassato 5.546 euro netti, senza tredicesima». Di fronte a lei, il presidente Rosario Crocetta si dice sdegnato ma la prende con ironia: «Almeno ora nessuno potrà negare che c’è una ostilità diffusa nei confronti dei miei assessori tecnici».
È bastato che i membri della giunta guardassero con attenzione le prime buste paga del 2014 per capire che, senza tanto clamore, il Parlamento li aveva beffati tagliando loro lo stipendio con una piccola postilla di tre righe una norma varata all’interno della recente legge sulla spending review dell’Ars. In pratica, tutto lo stipendio degli assessori tecnici è sottoposto a tassazione piena a differenza di quello dei deputati che conta su una sostanziosa quota esentasse in quanto considerata diaria. E così in giunta sono passati, a seconda dell’aliquota Irpef di ciascuno, dagli oltre 10 mila euro al mese del 2013 a una cifra variabile fra i 5.500 e i 6.000 euro di quest’anno. Un capo di gabinetto viaggia invece su poco più di 4.500 euro al mese ma conta su tredicesima e premio di rendimento.
Per capire cosa è successo bisogna tornare ai giorni «caldissimi» di fine anno. L’Ars vota la legge che riduce lo stipendio dei deputati da 13.780 euro netti a 11.100 lordi. Nello stesso testo si dice che una quota della busta paga verrà considerata diaria, dunque non tassabile. Successivamente una delibera del consiglio di presidenza determinerà la diaria in 4.500 euro e ciò farà sì che il totale netto di ognuno dei 90 onorevoli arrivi mediamente a 8.300 euro. Ma questo meccanismo non si applica ai membri della giunta, almeno non a quelli che non sono anche deputati. E in questo momento nessuno dei 12 assessori è deputato.
«Un articolo della legge sulla spending review – ha spiegato Crocetta durante una pausa dei lavori sulla riforma delle Province – dice esplicitamente che nella busta paga degli assessori tecnici non c’è una quota di diaria. Quindi tutto è tassabile». Il presidente aggiunge un dettaglio: «Scritta in questo modo, non è una norma che fa risparmiare. Perchè agli assessori formalmente non viene tagliato lo stipendio. La Regione esce sempre la stessa cifra, solo che una parte va in tasse». Da qui la conclusione del presidente, che diventa un messaggio alla vigilia dell’imminente rimpasto: «È il Parlamento che attacca gli assessori tecnici. Ma io non mollo e continuo a pensare che non ci debbano essere deputati in giunta. E nemmeno ex deputati».
Resta il disappunto degli assessori. La Bonafede ricorda che «a parte le responsabilità di cui ci facciamo carico, che da sole meriterebbero uno stipendio almeno pari a quello dei deputati, noi dobbiamo anche pagare da soli l’assicurazione per eventuali danni frutto della nostra responsabilità politico/amministrativa. E così la busta paga si riduce ancora di più». Un disappunto condiviso da molti altri assessori: ieri all’Ars è circolata la voce che la giunta avesse tentato di fare una delibera che determinava una quota di diaria nelle buste paga ma i pareri legali, chiesti informalmente, hanno scoraggiato il governo. gia. pi


LA NOTA DELL'ASSESSORE. Il caso venutosi a creare in seguito alle dichiarazioni che avrei rilasciato ieri sera, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti durante una pausa dei lavori d’Aula, mi induce ad effettuare le dovute precisazioni, alla luce delle inesattezze riportate dagli organi di stampa.

1)    Nessun giornalista mi ha mai posto una domanda specifica nè ho mai rilasciato dichiarazioni sulla questione afferente al raffronto tra quanto percepito da un Assessore della Regione Siciliana e da un dipendente dell’Amministrazione. Qualche giornalista mi ha chiesto quanto percepissi e ho risposto senza alcun indugio, fornendo i dati relativi;

2)    Confermo di avere risposto alla domanda specificamente posta dai giornalisti, evidenziando il momento di demonizzazione della Politica, sottolineando che non è attraverso il ricorso alla demagogia e alla dissoluzione del ruolo ontologico della politica stessa che si riafferma il legame tra questa e il cittadino;

3)    Non ho criticato i tagli dettati dal Decreto Monti, confermando, con fermezza, la necessità di procedere all’applicazione della Spending Review;

4)     In definitiva, la conversazione aveva semplicemente i contorni di un discorso dai caratteri generali. Le mie parole sono state estrapolate da un dialogo sul valore e sul lavoro degli Assessori della Regioni Siciliana.

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