Venerdì, 21 Settembre 2018

Sanremo, trionfo di Arisa con "Controvento"

Sicilia, Tempo libero

SANREMO. Vittoria a sorpresa. Ma meritata. Fuori dai pronostici (che parevano scontati), a ritirare la statuetta della 64edizione del Festival di Sanremo è Arisa con "Controvento" (testo e musica di Giuseppe Anastasi, suo autore da sempre). Si classifica al primo posto, premiata dal sindaco Maurizio Zoccarato.
Seguono sul podio, Gualazzi e the Bloody Beetroots con "Liberi o no" (scritta a quattro mani con Bob Cornelius Rifo) e Renzo Rubino con Ora, (testo di Renzo Rubino e Andrea Rodini, musica di Renzo Rubino), bellissima canzone con egregia interpretazione.

Il premio della Critica Mia Martini della Sala Stampa viene dato a Cristiano De Andrè con "Invisibili”, da lui cofirmata con Fabio Ferraboschi, in dialetto genovese che, delle due in gara,  martedì non è stata la preferita dal voto misto televoto e stampa. Sempre a lui, va il Premio Sergio Bardotti consegnatogli da Paolo Virzì, presidente della Giuria di Qualità. Mentre va a Perturbazione, con "L'Unica", quello radio televisivo della Sala Stampa "Lucio Dalla".

Si chiude così l'ultimo capitolo di questa edizione, iniziato con un matrimonio. Quello di Fazio con la Littizzetto.Il celebrante, Terence Hill. Giunti a questo punto non possiamo che dire accorati che è riuscito. Certo, tra alti e bassi (gli share). Ma ci stanno tutti. Un don Matteo, che scende in picchiata dalla famosa scalinata dell'Ariston, seguito da Maurizio Crozza, a un anno di distanza dalla sua partecipazione tanto criticata, armato di scudo con la scritta "Pace", ma che poi dichiara guerra all'Europa. "Siamo un popolo capace. Non vogliamo più essere la chiusa comica delle barzellette. Noi abbiamo avuto Giotto, Michelangelo e Giovanardi. La grande bellezza e il grande disastro". Un salto pindarico tra le meraviglie del nostro Paese, e l'incongruenza dell'economia e della politica (compreso Renzi). "Ma possiamo migliorare". E chiude con una rivisitazione satirica del Don Giovanni mozartiano. Polemico quanto basta per piacere, a pubblico e critica. Ci pensa Ligabue a riportare il clima sul "più leggero". Torna sul palco della canzone italiana con un medley misto  di immagini, archi e voce, dagli arrangiamenti rock.
Gran finale con Claudia Cardinale. "Io bella? Non me ne sono mai accorta". Con momenti di ricordi destinati al cinema e al teatro. È lei che consegna i due premi della critica. Superospite internazionale Stromae, che con Formidable ha dato al festival un altro momento di grande emozione.

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