Venerdì, 21 Settembre 2018

Sanremo, da Arbore al monologo sulla bellezza: ma più spazio alle canzoni

SANREMO. Overture di inizio per la terza puntata del Festival di Sanremo. “Un prologo per ricordare il maestro Abbado”, esordisce Fazio. “E’ sempre stato convinto di una cosa, ce l’ha ricordato il senatore Piano: la bellezza, l’arte e la cultura rendono le persone migliori. La bellezza salverà il mondo. Una persona alla volta”. Sono le note de “Le nozze di Figaro” a riecheggiare in sala, eseguite dall’orchestra Filarmonica La Fenice di Venezia, diretta dal maestro Diego Matheuz. È la serata più “musicale” di tutte (finora). Le protagoniste sono davvero le canzoni. Poco varietà, e meno sketch di intrattenimento. Cantano tutti i 14 big in gara e le quattro nuove proposte. Di queste ultime passano il turno Rocco Hunt e The Niro. Non mancano i momenti interessanti sella serata. Ci pensa la Littizzetto con il suo monologo sempre sulla bellezza, toccante quando parla dei portatori di handicap, chiuso dalla performance di Dergin Tokmak, che incanta l’Ariston con le sue coreografie eccezionali. E poi il monologo di Flavio Caroli con lo sfondo di Notte Stellata di Van Gogh e una bellissima esecuzione canora, falsamente inaspettata, un flashmob di alcuni figuranti del pubblico in un medley poliritmico travolgente e dalle vocalità interessanti. Dal blues, al jazz al pop internazionale. Ci pensa Renzo Arbore, super ospite della serata, che con “Ma la notte no”, “Reginella” e un “Comme facette mammete”, ci riporta prepotentemente alla musica partenopea con la bravura e l’energia che lo ha sempre contraddistinto. “Lo spazio è come te lo aspettavi?”, chiede Fazio a Luca Parmitano, il siciliano che ha “passeggiato” per lo spazio per 162 giorni, altro tanto atteso ospite della festival. “E’ stato meglio di come credessi. Non sono ancora state inventate le parole adatte per descriverne la bellezza. E io, nonostante così lontano, non mi sono mai sentito più vicino alla Terra”. Sedici orbite al giorno, albe e tramonti. “Ho chiamato mia madre mentre stavo sorvolando la Sicilia, e mi ha visto passare”. Racconta il suo viaggio e cita Keats. “Una cosa bella, è una cosa per sempre. Saluto i bambini. Sono loro il futuro e coloro che ci salveranno”. Ed è Damien Rice l’ultimo ospite della serata. Con Cannonball e The Blower’s Daughter, e la sua voce intimista e intensa, si fa conoscere anche da chi non è poi così pratico di cantautorato internazionale di ottima fattura. La serata si chiude con la classifica provvisoria vede al primo posto Renga, seguito da Arisa e Renzo Rubino.

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