Mercoledì, 19 Settembre 2018

Gestione dei fondi europei: la Sicilia al primo posto in Italia per irregolarità

Sicilia, Economia

PALERMO. Spetta alla Sicilia il primato,  poco lusinghiero, di frodi e irregolarità nella gestione dei  fondi Ue. Solo nell'isola l'Erario deve recuperare per  irregolarità (dati 2012) ben 148,5 milioni di euro, seguono la  Campania con 17,4 milioni e la Calabria con 12 milioni. È  quanto emerge dalla relazione che la Corte dei Conti ha  trasmesso al Parlamento. 


I programmi «maggiormente interessati» a irregolarità,  scivono i giudici contabili, «sono quelli regionali, con  somme da recuperare che incidono per il 56,4% su gli importi  complessivi: il 94,2% è relativo a fenomeni riscontrabili nelle  Regioni meridionali, l'1,9% in quelle centrali e d il 3,9% in  quelle del nord.  Solo in 4 Regioni (Valle d'Aosta, Provincia autonoma di  Trento, Molise e Lazio), "non sono stati segnalati importi  irregolari mentre in 8 Regioni (Lombardia, Provincia autonoma  Bolzano, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo  e Puglia) la spesa irregolare si attesta al di sotto del milione  di euro".


Le Regioni con irregolarità al di sotto dei 3 milioni ciascuna sono Basilicata, Veneto, Toscana e Sardegna. Fra le  somme irregolari, elevatissime, segnala la Corte dei Conti, sono  quelle a carico del Fesr, in particolare nella Regione Sicilia,  in cui sono state accertate irregolarità per 147,3 milioni di  euro mentre.  Per quanto riguarda le irregolarità in materia di politica  agricola (Feaga/Feasr), la situazione nel 2013 è in lieve  miglioramento rispetto al 2012. Molti degli importi da recuperare risultano a carico di Agea, che è organismo pagatore  per molte Regioni. Un recente controllo della Sezione sulle  irregolarità e frodi in Campania e Sicilia, la cui relazione è  stata approvata con deliberazione n.3/2013, ha posto in luce che  la parte più rilevante delle segnalazioni Agea è ascrivibile  alla Regione siciliana, che incide per il 42,5% sugli importi  complessivi da recuperare.    


Per la Corte dei Conti il fatto che "gli importi più  rilevanti da recuperare sono riferibili alle Regioni meridionali  inserite nell'Obiettivo Convergenza (già Obiettivo 1)", è  riconducibile alla circostanza che esse sono destinatarie di  rilevanti risorse europee e sono influenzate "dalla particolare  situazione socio-economica locale, caratterizzata da vari  fattori negativi connessi alla presenza sul territorio della  criminalità organizzata ed a un più marcato ritardo nella  crescita economica rispetto alle altre aree". 

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