Lunedì, 19 Novembre 2018

Dopo il prestito, le minacce di morte: due arresti per usura

CALTANISSETTA. Prestiti di denaro a interessi iperbolici e per chi non pagava alla scadenza minacce di morte. La carriera di due presunti cravattari si è interrotta ieri con una ordinanza di custodia cautelare spiccata dal Gip Francesco Lauricella dopo una indagine della Squadra Mobile durata un anno e mezzo. Agli arresti in casa sono finiti Angelo Collodoro e Ireneo Francesco Conzagara, entrambi cinquantacinquenni, ai quali vengono contestati reiterati episodi di usura; per il solo Conzagara anche l'accusa di peculato per essersi appropriato illecitamente, in qualità di tutore degli emolumenti del fratello interdetto e percettore di pensione di accompagnamento.
Nella rete dei due sarebbe caduta gente in evidente difficoltà economica, un imprenditore, un odontoiatra e persone impossibilitate comunque a sbarcare il lunario. A dare l'impulso all'indagine, partita nell'ottobre 2012, è stato inizialmente un giovane imprenditore e dopo che le banche gli avevano negato l'accesso al credito, costretto a rivolgersi agli usurai per pagare operai e fornitori ottenendo così prestiti ad interessi del 240 per cento. A volte onorava i debiti oltre che con il contante anche con prestazioni lavorative; il minimo ritardo faceva scattare minacce di morte e pesanti umiliazioni. Le indagini, però, avrebbero permesso di accertare che il giro dei due sarebbe di più ampia portata. Fra le vittime anche un odontoiatra costretti a pagare i ratei d'interessi (schizzati in certi casi oltre il 1413 per cento) anche con prestazioni professionale e costretto a subire mortificazione ogni qual volta ritardava a pagare.
Ma nella rete, sarebbero caduti anche a causa del periodo recessivo, altri lavoratori che hanno chiesto e ottenuto piccoli prestiti da Canzagara a tassi sporporzionati, costretti a volte a rinunciare persino agli alimenti pur di estinguere il debito. A volte le vittime erano costretti a rinegoziare il debito con l'aggravio di ulteriori interessi con l'adozione del classico sistema del "Castelletto". Nel corso dell'indagine coordinata dal sostituto procuratore Sofia Scapellato, nello scorso novembre a Conzagara e Collodoro sono stati congelati conti correnti di importi elevati (200mila euro il primo, 50mila il secondo). Conzagara recentemente aveva acquistato una prestigiosa auto sportiva intestandola ad un fratello interdetto (ricoverato in una casa di riposo in Puglia) del quale era stato nominato tutore. Una vicenda estremamente complessa culminata con le ordinanze di custodia cautelare (ai domiciliari) eseguite dalla Squadra Mobile. I due hanno nominato difensori di fiducia Danilo Tipo (Collodoro), Salvatore Daniele e Giuseppe Dacquì (Conzagara).

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