Venerdì, 21 Settembre 2018

Burocrazia, quel buco nero nelle agende della nostra politica

In Italia in dieci anni non sono riusciti a ottenere l'autorizzazione per allargare un capannone. Negli Usa in 10 mesi hanno costruito una fabbrica con tanto di strada intestata. L'ennesimo caso di ”burocrazia killer” che ha costretto una fabbrica di piastrelle a portare la propria produzione all'estero: in poco meno di un anno il gruppo Del Conca di Rimini ha concluso l'accordo, acquistato il terreno nel Tennessee e avviato i lavori di costruzione dello stabilimento, spedendosi ben 330 container e convogli speciali dall'Italia. Perché l'amministrazione statale è in condizioni indecenti ma il ”made in Italy” resta il marchio più ricercato al mondo quando si parla del ”sistema casa” (mobili, accessori, decorazioni). Fin dal primo giorno gli amministratori americani schierati in prima persona con tanto di cartellino ben visibile con nome, cognome, e reperibilità costante. E come regalo finale il Dipartimento Trasporti dello Stato del Tennessee ha costruito una strada dedicata che conduce fin dentro lo stabilimento: l'hanno chiamata Del Conca Way. Il modo perfetto per valorizzare e premiare le imprese che investono. Perché l'imprenditore porta ricchezza e sviluppo sul territorio e il compito dell'amministrazione dovrebbe essere quello di agevolare la sua attività. Invece ogni iniziativa resta avvolta nella nebbia del sospetto e dell'immobilismo. In Italia, per ben 10 anni la Del Conca ha atteso invano una modifica al piano regolatore di Rimini per ampliare lo stabilimento. Non è ancora arrivata. E allora perché stupirsi se la domanda interna cade e le imprese scappano?
Altro esempio: come non restare un po' stupiti davanti al balletto indecente andato in scena (e concluso con un rinvio) sulle compensazioni fiscali a favore delle aziende che vantano un credito dallo Stato? Un'idea semplice come l'uovo di Colombo: i fornitori che ancora aspettano i pagamenti potranno detrarre i loro crediti dalle tasse. Grande idea. Al momento di annunciarlo, però, nessuno si è ricordato del dettaglio che potrebbe vanificare tutti gli sforzi: le fatture, prima di essere messe in compensazione, devono essere ”autenticate” dagli uffici competenti per certificare l'esistenza del credito. Operazione che significa, per l'imprenditore, perdersi nelle caverne della burocrazia statale fra bolli, visti e autorizzazioni. Tempo che si perde e altri soldi buttati via. Eppure sarebbe bastato che, nella riforma, fosse previsto anche lo snellimento delle procedure. Magari creando uno sportello nazionale cui tutte le imprese possono rivolgersi. Poi sarebbe stato compito degli uffici espletare le procedure interne per verificare la validità della domanda. Che differenza con gli uffici del Tennessee dove ogni impiegato si rende immediatamente riconoscibile. L'economia americana corre perché l'America non si lascia sfuggire le opportunità per correre. In Italia, invece, lo Stato è capace solo di creare problemi.

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