Sabato, 17 Novembre 2018

Non solo il blocco stipendi: la Sicilia è al collasso

PALERMO. Nella villa del Casale come in  tanti altri siti archeologici e nei musei le toilette non  vengono pulite da giorni perchè non ci sono soldi per pagare le  ditte, così il personale invita a non utilizzarli per  impraticabilità; nel parco di Morgantina, ad Aidone, le linee  telefoniche sono state tagliate perchè non ci sono soldi per  pagare le bollette, così l'ascensore, collegato al sistema  d'allarme, è inutilizzabile. Al Genio Civile di Messina i  dipendenti hanno fatto la colletta, mettendo un euro a testa,  per comprare la carta; anche alla motorizzazione civile di  Caltanissetta il personale si è auto-tassato per acquistare le  risme e fare le fotocopie agli utenti. È la fotografia di  quanto sta accadendo in Sicilia a causa del blocco della spesa,  pari a mezzo miliardo di euro, dovuto all'impugnativa di buona  parte della finanziaria regionale da parte del commissario dello  Stato. Musei, enti, consorzi non hanno soldi in cassa per  portare avanti i servizi.    


A parte dipendenti e pensionati della Regione che non hanno  ancora ricevuto lo stipendio e l'assegno previdenziale di  gennaio, e dovranno attendere ancora perchè Palazzo d'Orleans  tarda a pubblicare la manovra senza le parti impugnate (così  come da ordine del giorno approvato nei giorni scorsi  dall'Assemblea regionale), gran parte dei 450 uffici regionali  sparsi nell'isola sono al collasso.    


Al Dipartimento della Funzione pubblica quasi tutte le  stampanti sono fuori uso, mancano i toner e l'amministrazione  non può ordinarli per mancanza di fondi. I magazzini di molti  assessorati cominciano a svuotarsi e i fornitori non  garantiscono le scorte perchè non vengono pagati. La situazione  più grave è negli uffici periferici, negli ispettorati del  lavoro, nei centri per l'impiego, negli ispettorati forestali e  nelle strutture di gestione di acque e rifiuti. All'Ente di  sviluppo agricolo i trattori sono fermi per mancanza di  carburante, con decine di aziende agricole in sofferenza. Le  aree industriali, gestite dall'Irsap, sono in allarme. «Tutto si  sta paralizzando», avvertono Marcello Minio e Dario Matranga,  segretari del Cobas/Codir, il sindacato più rappresentativo tra  i 16 mila dipendenti della Regione. «Ormai il personale si porta  le penne da casa per poter lavorare», aggiungono i due  sindacalisti.    


Il primo febbraio scadrà il bando per la fornitura dei  ticket-mensa (7 euro) per i dipendenti regionali. «Probabilmente  non si presenterà nessuno - sostiene il Cobas/Codir - perchè il  governo ha congelato i 350 mila euro previsti per il servizio,  per cui senza soldi è impensabile che qualche azienda si faccia  avanti. Eppure i ticket sono previsti dal contratto di lavoro,  ma da due anni non viene rispettato». Il sindacato conferma la  mobilitazione in programma il 4 febbraio davanti la Presidenza  della Regione, organizzata insieme al Sadirs, che rappresenta i  dirigenti regionali.   Per il sindacato occorrerà del tempo prima che torni la  normalità negli uffici. «Anche se il bilancio dovesse andare in  pubblicazione la prossima settimana, ci vorranno dei mesi per  recuperare i disagi», sostengono. E ancora: «Bastava andare in  esercizio provvisorio, come negli anni passati, per evitare  questo tracollo e invece Crocetta ha voluto forzare la mano e  fare il primo della classe: questi sono i risultati». 

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