Giovedì, 20 Settembre 2018

Regione, visite fiscali rapide e meno care

Cala il costo dei controlli: decurtato del 50 per cento rispetto alle tabelle ministeriali applicate fino ad oggi
Sicilia, Cronaca

PALERMO. Visite fiscali più veloci e a metà prezzo: se le aspettative saranno rispettate, alla Regione siciliana si prevedono tempi duri per gli assenteisti. L’amministrazione ha infatti stipulato una convenzione con le Aziende sanitarie provinciali per avvalersi dei medici in servizio su tutto il territorio, con un costo dei controlli decurtato del 50 per cento rispetto alle tabelle ministeriali applicate fino ad oggi. L’accordo è esteso anche alle visite obbligatorie previste per i volontari della Protezione civile e gli operai della forestale, per una platea che supera di gran lunga i 43 mila lavoratori e che secondo primi calcoli dovrebbe garantire un risparmio di circa tre milioni di euro l’anno. La convenzione è stata siglata tra l’assessorato alla Salute guidato da Lucia Borsellino e quello alla Funzione pubblica da Patrizia Valenti, mentre una circolare della dirigente generale Luciana Giammanco nei giorni scorsi ha ricordato ai vari dipartimenti le novità introdotte e le procedure da seguire.

La Regione siciliana deve fare i conti ogni anno con oltre 150 mila giornate di assenza per malattia, mentre ogni mese in media sono più di 200 le comunicazioni per assenze di oltre dieci giorni. I governi che si sono succeduti hanno spesso minacciato sanzioni disciplinari e visite a tappeto, ma l’ostacolo principale alla lotta contro l'assenteismo è sempre stato lo stesso: inviare un medico ha dei costi. La visita di controllo domiciliare in un giorno feriale ammonta a 41,67 euro, se si tratta di un festivo arriva a 52,82. Anche se la visita non è eseguita a causa della mancata reperibilità del lavoratore bisogna pagare 28,29 euro che nei festivi diventano 39,61 euro. Sono poi previsti degli indennizzi da 6 a 10 euro e il rimborso della benzina, in base alla distanza percorsa.

Costi che sono iscritti nei bilanci dei singoli dipartimenti, per cui è difficile per gli uffici quantificare la spesa complessiva sostenuta dalla Regione per le assenze. In termini di ore non lavorate ma pagate, si parla di un buco di circa 17 milioni di euro l’anno, mentre il risparmio sulle visite fiscali potrebbe superare i tre milioni di euro. Tutto dipenderà comunque dal numero di visite effettuate: più saranno maggiore sarà il risparmio ma, chiaramente, anche il costo. Non a caso il dipartimento della Funzione pubblica ha ricordato a tutti i dirigenti di tenere sempre conto delle «esigenze legate al costo dei controlli in relazione agli equilibri di bilancio, oggi sempre più stringenti», valutando caso per caso la necessità di inviare o meno il medico.

Rispetto al passato, però, grazie all’accordo che porta le firme dei dirigenti generali della Pianificazione strategica, Salvatore Sammartano e della Funzione pubblica, Luciana Giammanco, le visite fiscali costeranno la metà, mentre i rimborsi saranno pagati per intero e per ogni prestazione la Regione erogherà alle Asp due euro per i costi amministrativi.

Il governo non si aspetta solo un risparmio ma anche dei controlli più efficaci. «In passato – spiega Giammanco – a causa di procedure farraginose, succedeva spesso che il medico fiscale effettuava la visita quando già il dipendente era guarito e tornato in ufficio. Per cui non solo dovevamo pagare l’uscita, ma il controllo era inutile». Adesso, tramite accordi che i singoli dipartimenti stipuleranno con le Aziende provinciali, l’iter dovrebbe essere più celere sia in termini di passaggi burocratici sia perché i medici inviati saranno quelli dell’Asp «territorialmente competente».

Nella circolare la dirigente generale ha ricordato poi che le fasce orarie di reperibilità vanno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 e che resta l’obbligo di richiedere il controllo sin dal primo giorno di assenza per malattia «quando si verifica in giornata precedente o successiva la giornata non lavorativa».

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