Martedì, 18 Settembre 2018

Viale Michelangelo a Palermo, il manto stradale dissestato

Gentile redazione a dicembre, in viale Michelangelo direzione viale Lazio, venivano effettuati lavori di posa tubazioni, ultimati gli stessi le buche createsi venivano ricoperte in maniera approssimativa, non a regola d'arte come dovrebbe essere. Da subito si creavano dei dossi artificiali pericolosi per i veicoli a due ruote e dannose per le auto in transito.
Dopo le piogge l'asfalto si sta via via sgretolando e i dossi stanno diventando crepe e voragini ancora più pericolose.
Mi domando ogni giorno passano decine di auto dei vigili urbani da viale Michelangelo per poi fermarsi alla rotonda Lazio; hanno segnalato la pericolosità?
E ancora queste ditte che effettuano i lavori con che criterio agiscono dissipando denari del comune e dei contribuenti a cui chiesti di pagare la TARES, imposta fasulla che comprende tra i servizi il rifacimento delle strade.
Pagherà mai la ditta che ha effettuato questi lavori?Pagherà mai chi ha dato mandato a queste ditte che costringono poi al rifacimento dello stesso lavoro due volte (se va bene ) mettendo a repentaglio la sicurezza stradale?
Peppe Giuliano

Io non do la colpa a chi ha effettuato tali ripristini ma, licenzierei  in tronco chi aveva il dovere di vigilare e molto probabilmente non lo ha fatto. Dico licenziare e non trasferire come dice il nostro caro sindaco per i responsabili della Rap. Infatti il responsabile non poteva per nessun motivo permettere di far lasciare una strada cosi' trafficata , in questo modo, molto pericoloso per le auto ma sopratutto per i motociclisti.
Vincenzo Lo Giudice

In una di quelle buche e rappezzi di viale Michelangelo mio figlio Fabrizio Cosentino il 7 ottobre del 2013 ha rischiato seriamente di morire, in quanto ha perso il controllo del suo scooter ed è finito, strisciando per terra,dopo circa trenta metri davanti al supermercato Conad. Serie escorazioni in tutto il corpo, 8 punti di sutura al malleolo dati il giorno dopo in chirurgia plastica in quanto il medico di turno del pronto soccorso dell'ospedale Ingrassia, che definire un ospedale è un eufemismo, non ha ritenuto opprtuno suturare.
Gaetano Cosentino

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