Proroghe ai precari con tagli ai Comuni Duro scontro fra la Regione e i sindaci

La norma inserita nella Finanziaria. I fondi si dovranno recuperare riducendo altre spese. L’Anci: «Inaccettabile»

PALERMO. Ci sono le proroghe e le stabilizzazioni ma sui precari scoppia lo scontro fra Regione e sindaci. È l’ultimo colpo di scena in un percorso che, dopo le deroghe al patto di stabilità e ai vincoli delle piante organiche decise a Roma, sembrava ormai in discesa. Invece sui finanziamenti alla manovra è tornato tutto in discussione. Quella che doveva essere una legge autonoma è diventata in realtà una norma inserita nella Finanziaria, all’articolo 34. Lì il governo prevede le proroghe triennali e le stabilizzazioni per i 18.500 precari dei Comuni. I sindaci che hanno sforato il patto di stabilità potranno prorogare i contratti per un solo anno.  Via libera anche ai 5.800 Asu, che non hanno un contratto ma continueranno a lavorare per 580 euro al mese erogati dall’Inps grazie a 36 milioni della Regione. E via libera anche a proroghe e stabilizzazione per i circa 700 precari in orbita regionale (Protezione civile, ex Agenzia per i rifiuti, assessorato Territorio).  Il problema però è sui finanziamenti. La legge stanzia complessivamente 290 milioni ma indica, come chiesto dallo Stato, che siano frutto «di risparmi di spesa». Significa che servono altrettanti tagli.


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