Sicilia, Editoriali

Gian Antonio Stella: «Fondi europei a sagre e trattorie così la Sicilia sta affondando»

Il Sud sta affondando, e rischia di portare nei fondali anche la Sicilia. Un modo c’è per evitare che si inabissi, e lo indica Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della sera. Suo è il libro «La casta», scritto insieme a Sergio Rizzo. Dei due autori è appena uscito il libro «Se muore il Sud», che è anche un elenco di dati: «Due giovani su tre affogano senza lavoro e la Regione Sicilia butta 15 milioni per 18 apprendisti fantasma», «ci sono treni che marciano a 14 km l'ora e i fondi Ue vanno a sagre, sale bingo e trattorie da Ciccio», «nel 2007 in Sicilia le famiglie povere erano il 5,8 % nel 2012 il 9,8%». «Bene, io credo che la soluzione a tutto ciò sia una nuova classe politica, e quando dico nuova voglio dire che chi ha amministrato in questi anni deve passare la mano. Chiedo scusa, ma non mi fido, non credo alle conversioni. Serve una classe dirigente giovane. Con quelli in carica assolutamente no».

NON SEI TRA QUELLI CHE PENSANO CHE POLITICI NON CI SI PUÒ IMPROVVISARE...

«Mai come in questo caso è buona la battuta di Antonio Martino, che è siciliano, e che una volta fece un gioco di parole strepitoso: “Abbiamo fatto esperienza dei politici di esperienza, e non è stata una bella esperienza”».

IL VOSTRO LIBRO INIZIA CON UNA METAFORA. C’È L’IMMAGINE DELLA NAVE «CONCORDIA» CHE SI STA INABISSANDO, C’È SCHETTINO ED ANCHE UN ALTRO NAPOLETANO, IL COMANDANTE DI FALCO, CHE AD UN CERTO PUNTO URLA: «TORNATE A BORDO CAZZO!»

«Abbiamo riproposto quella scena per dire alla politica italiana ”tornate ad occuparvi del Sud”. Non è possibile lasciare che un pezzo di Paese così importante venga abbandonato a se stesso».

COME SI È ARRIVATI A QUESTO PUNTO?

«Tante le ragioni storiche. Negli ultimi anni la Lega è riuscita ad imporre i problemi del Nord come se fossero l'unica emergenza dell'Italia. Poi anche il fatto che questa classe dirigente non ha più visto, evidentemente, nel Sud l'occasione di saccheggi di un certo tipo. Basti dire, poi, che ci sono sempre meno soldi. Per cui essendo sempre più incerti i risultati elettorali il Meridione è diventato meno importante».

NEL LIBRO VIENE RIPORTATA QUELLA FRASE DI GAETANO SALVEMINI CHE NEL 1922 DICEVA CHE L’ITALIA È GOVERNATA DA UNA SINERGIA TRA LA PEGGIORE CLASSE POLITICA DEL NORD E QUELLA DEL SUD.

«Parliamoci chiaro, se il sindaco di Comitini (al Comune c'è un lavoratore per ogni 14 dei circa mille abitanti, di cui circa 50 sono precari) continua ad assumere a spese delle Regione e quindi a spese della macchina pubblica, se continua ad assumere ma è utile a Roberto Maroni, perchè se l'alleato della Lega non vince in Sicilia la Lega non governa a Roma, le cose restano inalterate».

… RIPORTANDO ALL’ATTUALITÀ LE PAROLE DEL SALVEMINI, CORSI E RICORSI DELLA STORIA?

«Una volta c'erano i comunisti contrapposti alla Dc. Ma venute meno le ideologie, la politica è diventata sempre più un mestiere. Molto appetibile nel Sud più che al Nord. Fino a qualche anno fa nel Veneto si diceva che “il più stupido dei figli andava a far politica perchè gli altri avevano di meglio da fare”. Nel Mezzogiorno dove non c'erano grandi opportunità si è formata una figura di professionisti il cui unico obiettivo è di continuare a mantenere il proprio mestiere».

IN TUTTO QUESTO ABBIAMO PERSO TANTE OPPORTUNITÀ CONCRETE PER RISOLLEVARE IL MERIDIONE. PER SPIEGARLO FATE UN CONFRONTO TRA LA SICILIA, CON I SUOI 1500 KM DI COSTE, E LE ISOLE BALEARI CHE DI COSTE NE HA 70 IN MENO EPPURE...

«Ieri c'era sui giornali la notizia che l'Istat riportava, quasi che fosse un successo, che il 60 per cento degli italiani è collegato ad internet. Il titolo vero è che solo il 60 per cento degli italiani (vergogna!) è collegato ad internet. Alle Baleari usa Internet il 94 per cento delle imprese. In Italia, il dato si ferma al 17 per cento. Al Sud molto meno».

DICEVAMO DEL CONFRONTO DA SICILIA E BALEARI...

«La Sicilia ha sei siti Unesco, le Baleari hanno 14 volte più voli charter e di siti Unesco solo due di cui uno ridicolo per “la diversità cultuale di Ibiza” che non so cosa voglia dire esattamente, ma immagino si riferisca ai tanga che si possono portare in spiaggia. La butto sul ridere per non piangere. La Sicilia offre meraviglie straordinarie che non sono sito Unesco. Mi riferisco a Taormina, Selinunte, Palermo a Segesta ect. In più può contare di una gastronomia strepitosa. Più i vini che ogni anno diventano di qualità sempre più alta. E nonostante questo raccoglie un undicesimo del turismo delle Baleari dove, nel 2010, il reddito pro-capite è stato di 24.672 euro contro i 17.488 sei siciliani».

PERCHÈ IN SPAGNA IL TURISMO È RICCHEZZA ED IN SICILIA È SOPRAVVIVENZA?

«Lo spiego tornando ad internet. Chi è il popolo che ama di più i siciliani? Anche i sassi sanno che sono i tedeschi, perchè da qui è passato Goethe. Bene, vai sul sito del turismo siciliano e lo trovi in italiano ed in inglese. Poi vai sul sito delle Baleari e lo trovi in catalano, spagnolo, inglese, francese, italiano e tedesco. Due lingue contro sei. Santo cielo, questa è sciatteria, è l'incapacità di guardare oltre il proprio naso!».

MA INTERNET SARÀ UNA CONCAUSA. SE IL TURISMO VA MALE I PROBLEMI SONO ANCHE BEN ALTRI...

«Certo, mancano anche trasporti, e infrastrutture. Come fai turismo se per andare a Piazza Armerina devi affittarti una macchina? Stessa cosa vale per Aidone per vedere quelle meraviglie assolute che sono la Venere e gli Argenti di Morgantina. Che la Sicilia con tutti il ben di Dio che ha riesca a ricevere soltanto un trentesimo degli incassi che arrivano in Italia dai turisti stranieri è una cosa indecente. È una vergogna».

COME MANTENERE A GALLA LA SICILIA E IL MEZZOGIORNO?

«Va cambiata la classe politica. Sia a Roma ed a maggior ragione nel Sud. Nei giorni scorsi il governatore della Calabria si è vantato che la Regione continuerà a ricevere i soldi della Comunità europea come nel passato. È come vantarsi di essere rimasti poveri. Ed intanto siamo stati sorpassati perfino dalla regione bulgara di Sofia».

PARLARE DEI FONDI EUROPEI SIGNIFICA TOCCARE IL TASTO DELLA FORMAZIONE....

«C'è l'alta moda italiana che ha bisogno come dell'ossigeno di sarti, modellisti, disegnatori, gente che faccia bottoni. Invece si organizzano corsi per le unghie finte, barman acrobatici, di ricamo sul canovaccio, esperti di abbronzatura artificiale».

COME GUARIRE DA QUESTE METASTASI CHE PRODUCONO ANCORA TANTA DISOCCUPAZIONE?

«Se avessi la bacchetta magica farei in modo che i fondi europei possano essere utilizzati solo per progetti che valgano almeno 100 milioni di euro. Insomma non si spenda più un centesimo se non per fare cose grosse. Perchè andare a distribuire coriandoli e caramelline per la sopravvivenza non serve a niente».

NEL LIBRO RICORDATE CAVOUR CHE IN PUNTO DI MORTE DISSE: «RESTANO I NAPOLETANI», PER DIRE CHE ERA RIMASTO IL PROBLEMA DEL SUD. OGGI È IL MOMENTO DELLA SVOLTA, PER NON NAUFRAGARE...

«Il destino del Mezzogiorno è nelle mani del Mezzogiorno. I meridionali devono essere i padroni del loro destino. Deve essere il Mezzogiorno a tirarsi su, ed è assolutamente indispensabile. Perchè se muore il Sud muore l'Italia».

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