Formazione, Scilabra: "La riforma va avanti, non si torna indietro"

PALERMO. «Chi voleva riportare il mondo  della formazione professionale nel medioevo ha ricevuto un secco  no da parte della giustizia. Il Tar ha confermato la sospensione  della clausola sulle liti e i contenziosi pendenti con  l'amministrazione, e ha però ribadito la legittimità dell'altra  clausola da noi introdotta sull'attività prevalente degli enti.  Ci sembra un atto di civiltà giuridica, oltre che etica la  decisione di confermare il principio secondo cui possono essere  accreditati soggetti che svolgono almeno per il 51% attività  formativa. Tutti gli altri fuori». Lo dichiara Nelli Scilabra,  assessore regionale dell'Istruzione e della formazione  professionale.    


«La riforma della formazione siciliana continua ad andare  avanti senza alcun freno. Indietro non torneremo. Coloro i quali  oggi perdono dinanzi al Tar presentando ricorso contro il nostro  decreto per un nuovo sistema di accreditamento intendevano  ritornare ad un modello ante 2008, ormai fuori rotta rispetto  alle linee guida nazionali e comunitarie - aggiunge - Un  sistema, quello del passato, che potremmo descrivere come una  giungla senza regole e senza controlli che contava più di 2000  enti accreditati in Sicilia. Ad oggi, invece, le richieste di  accreditamento pervenute presso il nostro assessorato sono 400,  un taglio considerevole di oltre 1.600 enti che evidentemente  non rispettavano i criteri di qualità imposti dal nostro nuovo  sistema». «Noi guardiamo al futuro - continua la Scilabra -  abbiamo ben chiara la nostra missione che riguarda la formazione  dei miei coetanei, delle ragazze e dei ragazzi siciliani. Basta  ad un sistema di truffe, clientele e sprechi».  

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