Punti nascita, l’assessorato alla Sanità dà un anno in più per gli adeguamenti

Un decreto della Borsellino proroga al 31 dicembre 2014 il termine per raggiungere gli standard nazionali

PALERMO. Un altro anno di tempo per l’adeguamento dei punti nascita. Un decreto dell’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, sposta al 31 dicembre 2014 il termine per gli adeguamenti strutturali dei punti nascita dell’isola. Ma la formulazione del provvedimento lascia qualche dubbio agli addetti ai lavori perché prevede la possibilità di effettuare controlli nel corso dell’anno e dunque anche prima della scadenza.
Gli interventi sono quelli previsti dal decreto di due anni fa, firmato dall’ex assessore Massimo Russo, e già previsti nel Patto per la Salute frutto di un accordo Stato-Regioni. Lo stesso provvedimento che, per garantire la sicurezza di madre e neonato, ha tagliato alcuni punti nascita che non rispondevano agli standard nazionali.
La riforma prevedeva che le strutture in cui venivano effettuati meno di 500 parti all’anno dovessero essere soppresse. L’obiettivo per avvicinarsi alla media nazionale era quello di arrivare a mantenere strutture con almeno 1000 nascite per anno. Lo stesso decreto di due anni fa aveva previsto l’accorpamento di una serie di strutture e la necessità di adeguare quelle in funzione ad una serie di parametri strutturali, operativi e tecnologici per il potenziamento e la messa in sicurezza dei punti nascita.
Dei 70 punti nascita, di cui una buona fetta (pari al 40%) sotto la soglia dei 500 parti, il decreto ne “salvava” 42. Fra le carenze riscontrate al momento dell’adozione del piano di riordino dei punti nascita, anche un eccessivo ricorso al parto cesareo con maggiori rischi per le partorienti e per i neonati. Il decreto dunque aveva anche stabilito misure per contenere il ricorso ai cesarei.
E sempre in tema di sicurezza e salute, erano fissati una serie di parametri strutturali a cui le strutture, sia pubbliche che private, dovevano adeguarsi. Fra le misure richieste la terza sala parto, una certa distribuzione dei locali, attrezzature adeguate, personale sufficiente.
Il nuovo decreto dell’assessore Borsellino dà adesso tempo fino al prossimo 31 dicembre per questi adeguamenti. Ma avverte anche: i direttori generali devono assicurare il rispetto dei termini e comunque “devono garantire le primarie esigenze di sicurezza della erogazione delle prestazioni e di qualità dell’evento parto”. Come dire: la deroga non può costituire un alibi, la salute di madre e bambino prima di tutto.
Il decreto però stabilisce anche che “l’assessorato verificherà la definizione degli adempimenti richiesti ai direttori generali e i risultati conseguiti, al fine di adottare, nel corso del 2014, gli opportuni provvedimenti per eventuali modifiche della rete materno-infantile conseguente al mancato adeguamento ai requisiti”. Un passaggio che non piace agli addetti ai lavori: la possibilità di effettuare verifiche nel corso del 2014 infatti vanificherebbe il termine del 31 dicembre per gli adeguamenti. Secondo i responsabili delle strutture infatti la possibilità di effettuare verifiche prima della scadenza del termine fissato per gli interventi rappresenta un’incongruenza che potrebbe portare all’impugnativa dell’atto.

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