Forza Italia, niente intesa sulla segreteria

Il partito si riorganizza sul territorio. Per l’incarico di coordinatore si tirano fuori Romano, Miccichè e Prestigiacomo proiettati a Roma. La leadership a Gibiino significherebbe puntare sull’area catanese. Spunta il nome del palermitano Scoma

PALERMO. Mentre Forza Italia si riorganizza sul territorio e guarda ai nuovi assetti all’interno delle istituzioni, la scelta di chi guiderà il partito in Sicilia sembra ancora tutta da decidere. Con una lettera di pochi giorni fa Berlusconi ha invitato deputati, senatori e parlamentari europei a serrare le fila e a lavorare per la riorganizzazione del partito. Passaggio fondamentale è l’adesione formale al movimento, da cui dipenderà la convocazione dei comitati regionali da parte della sede nazionale. Berlusconi vuole una struttura agile, aperta, capace di dialogare con il territorio. Ma nella lettera non si fa alcun riferimento alla nomina dei coordinatori regionali, omissione che molti vedono come la volontà di prendere tempo sulla questione.
All’incarico non sarebbero interessati Saverio Romano, Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo che invece guarderebbero ad altri ruoli, proiettati a Roma.
Per guidare il partito in Sicilia invece negli ultimi giorni si è fatto il nome del senatore catanese Vincenzo Gibiino. Affidare a lui il partito potrebbe significare puntare sull’area orientale dove sta anche lavorando Basilio Catanoso, deputato ex An.
A Palermo però potrebbe farsi avanti Francesco Scoma, esponente di lungo corso dei berlusconiani. Già vicecoordinatore nel ’94, subito dopo la nascita di Forza Italia, oggi è l’unico senatore palermitano ad avere seguito Berlusconi. «In questo momento – dice Scoma – c’è un grande fermento politico – , tanta gente ha dato disponibilità a riprendere un percorso che era stato interrotto. Da questo si può ripartire e sicuramente fare meglio rispetto ai risultati degli ultimi anni».
Soluzione alternativa potrebbe essere quella di un doppio coordinamento, uno sdoppiamento fra Sicilia occidentale e Sicilia orientale che possa dare conto delle diverse anime del partito e delle due aree geografiche. E soprattutto dividere la responsabilità delle europee. Prima della nomina dei vertici regionali si dovrà comunque insediare la segreteria nazionale dove per i siciliani potrebbero ambire alle deleghe a Enti Locali e Organizzazione.
All’Ars intanto si va verso la costituzione di un gruppo unico in cui confluirebbero gli esponenti di Forza Italia, Grande Sud e Pid insieme agli ex An che hanno scelto di seguire Berlusconi. In pole position per guidare il gruppo c’è Toto Cordaro, fedelissimo di Saverio Romano, che in queste settimane ha lavorato di diplomazia per mettere insieme le varie anime del gruppo. Lavoro grazie al quale nel gruppo potrebbe approdare entro qualche giorno Vincenzo Figuccia, eletto all’Ars con Pds-Mpa ma ad un passo dalla nuova compagine. «Sto guardando con attenzione al nuovo panorama internazionale», dice Figuccia senza confermare né smentire.

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